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The Monk

The Monk: A Romance is a Gothic novel by Matthew Gregory Lewis, published in 1796. A quickly written book from early in Lewis’s career (in one letter he claimed to have written it in ten weeks, but other correspondence suggests that he had at least started it, or something similar, a couple of years earlier), it was published before he turned twenty. It is a prime example of the male Gothic that specialises in the aspect of horror. Its convoluted and scandalous plot has made it one of the most important Gothic novels of its time, often imitated and adapted for the stage and the screen.

Matthew Gregory Lewis (9 July 1775 – 14 or 16 May 1818) was an English novelist and dramatist, whose writings are often classified as “Gothic horror”. He was frequently referred to as “Monk” Lewis, because of the success of his 1796 Gothic novel, The Monk. He also worked as a diplomat, politician, and an estate owner in Jamaica.

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Evoluzione storica della moneta

L’argomento esposto in questa tesi ha come centro della discussione l’euro come moneta unica, le regole a cui devono sottostare gli Stati appartenenti all’area euro, quali hanno fatto dell’austerità il filo dominante.
Nel primo capitolo si esplicita la descrizione del signoraggio bancario adottato dalla Bce nella gestione dei “finanziamenti” e nella stampa della moneta unica. Si percepisce come per via convenzionale ai biglietti moneta (con costo di produzione zero) di valore intrinseco nullo si riesce a dare valore legale e allo stesso tempo produrre interessi. Sempre nel primo capitolo si danno le prime origini , nozioni ed attivazione del meccanismo.
Nel secondo capitolo si introduce il concetto di moneta unica iniziando a parlare con i cenni storici che hanno portato i vari Stati aderenti a definire la creazione della moneta, i tassi di cambio, le regole a cui sottostare per essere all’interno, le politiche economiche da adottare all’interno dei singoli Stati fino al famoso patto di stabilità.
Si in descrive infine come la BCE non ha un controllo democratico nei suoi comportamenti e che si impone come “titolare” di decisioni anche di politica economica negli Stati.
Nelle conclusioni si da un indirizzo di come si potrebbe venir fuori dalla crisi che ormai da almeno 5 anni vede sempre maggiori tagli ai servizi, perdita di posti di lavoro, assenza di tutela per coloro rimasti fuori dal mondo lavorativo, nonché il crollo del sistema finanziario il quale ricorso è sempre meno aperto ai piccoli imprenditori mentre vedono porte aperte le grandi imprese “condotte” o “vicino” a politici.

Letizia Vella, appassionata di materie giuridiche, ha frequentato l’I.T.C. G. Filangieri di Formia laureandosi successivamente in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Attualmente è docente di diritto ed economia presso le scuole superiori.

‘Il diritto e l’economia sono tratti indefettibili della vita di relazione rinvenendosi nella nostra quotidianità.”

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La moneta – Effetti sulla politica economica

Si analizzano gli effetti della moneta unica sulla politica economica, gli effetti causati da politiche di austerità, descrizione dei benefici ottenuti dalle banche private rispetto alle banche centrali nazionali, ai loro altissimi guadagni e gli Stati che si espongono come garanti della solvibilità delle banche stesse.

Si introducono anche i concetti di crisi ed effetti causati dall’adozione della moneta unica e dalle regole imposte attraverso trattati che in Italia sono stati garantiti ed applicati non tenendo conto quasi di ciò che nel Paese succede, dovuta ai tagli a tutta una serie di servizi essenziali quali sanità, scuola, istruzione, assistenzialismo ed ammortizzatori sociali.

Inoltre si discute sul concetto si “signoraggio euro” il quale ha tolto ai singoli Stati il potere principale di autofinanziarsi con l’emissione della moneta nazionale. Si discute anche dei “suggerimenti” richiesti dalla Commissione europea e adottati alla lettera dal Governo Monti, a partire dalla riforma delle pensioni, del lavoro che ancora oggi si discute sull’abolizione del famoso art. 18 dello statuto dei lavoratori.

Letizia Vella, appassionata di materie giuridiche, ha frequentato l’I.T.C. G. Filangieri di Formia laureandosi successivamente in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Attualmente è docente di diritto ed economia presso le scuole superiori.

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La contrattazione collettiva e la qualificazione dei rapporti di lavoro

Il tema, oggetto della tesi, della qualificazione del contratto di lavoro nei suoi rapporti con l’evolversi della legislazione ed il ruolo della contrattazione collettiva è assai ampio e ricco di interventi dottrinali e giurisprudenziali, essendo posto com’è al centro di numerose questioni che riguardano la distinzione tra rapporti tra lavoro subordinato e lavoro autonomo, le nuove forme di lavoro di cui al D.Lgs. 276/2003 come il lavoro a progetto, ma anche lo spirito e la funzione della contrattazione collettiva nell’ambito del diritto del lavoro, dalle ragioni della sua efficacia nei contratti individuali e della sua inderogabilità in peius (in un sistema che, com’è noto, non ha provveduto all’attuazione dell’art. 39 della Costituzione sull’efficacia erga omnes dei contratti collettivi stipulati dai sindacati registrati secondo la procedura prevista dal costituente), fino al ruolo che essa stessa può svolgere, accanto a quello ineliminabile del giudice, sul tema della qualificazione stessa del rapporto di lavoro.

L’importanza della qualificazione, infatti, emerge in tutti i campi ed i settori considerati, e che si tratti di un tema decisivo per il diritto del lavoro non c’è bisogno neanche di riaffermarlo, se solo si pensa solo ad alcune delle ultime pronunce giurisprudenziali, ove si è affermato che “ogni attività umana economicamente rilevante può essere oggetto sia di rapporto di lavoro subordinato sia di rapporto di lavoro autonomo, a seconda delle modalità del suo svolgimento” (Corte di Cassazione, sentenza, sez. lav., 03.04.2000, n. 4036), e, così, ancora, Corte di Cassazione, sentenza 21.11.2001, n. 14664: “ogni attività umana economicamente rilevante può essere oggetto sia di rapporto di lavoro subordinato sia di rapporto di lavoro autonomo”.

Se questo, dunque, è il presupposto della qualificazione, occorre stabilire se un determinato rapporto di lavoro possa essere ricondotto o no al tipo legale “contratto di lavoro subordinato”.

Letizia Vella, appassionata di materie giuridiche, ha frequentato l’I.T.C. G. Filangieri di Formia laureandosi successivamente in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Attualmente è docente di diritto ed economia presso le scuole superiori.

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