Il Tempio del Nulla

10 Febbraio 2019

All’ingresso c’era una scalinata. Entrando si rimaneva avvolti in un’atmosfera fredda, misteriosa, che quasi trascinava indietro nel tempo. La scarsa illuminazione permetteva, tuttavia, di leggere una scritta in latino sulla volta: PAVETE AD SANCTUARIUM MEUM. I posti a sedere erano quasi tutti occupati da persone non presenti e l’energia delle loro coscienze si librava nell’aria, cristallizzandosi in corpi senza forma. Involucri che deformavano la forma mentis delle loro anime. Mani invisibili scivolarono sulla tastiera di un maestoso organo a canne, scatenando un uragano di note componenti una fuga di Bach, per poi decomporsi in una marcia funebre.

Marcello Colozzo

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