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De la causa, principio et uno

“De la causa, principio et Uno” è la seconda opera in lingua italiana che Giordano Bruno dà alle stampe a Londra nel 1584. Articolata in cinque dialoghi, egli dedica anche questa all’ambasciatore di Francia presso il quale era ospite, Michel de Castelnau. Proseguendo l’esposizione iniziata con La cena de le ceneri, il filosofo, sostenendovi l’unità di causa universale e principio universale, elabora una concezione animistica della materia, una materia eterna, infinita, viva.

Filippo Bruno, noto con il nome di Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600), è stato un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano vissuto nel XVI secolo.
Il suo pensiero, inquadrabile nel naturalismo rinascimentale, fondeva le più diverse tradizioni filosofiche — materialismo antico, averroismo, copernicanesimo, lullismo, scotismo, neoplatonismo, ermetismo, mnemotecnica, influssi ebraici e cabalistici — ma ruotava intorno a un’unica idea: l’infinito, inteso come l’universo infinito, effetto di un Dio infinito, fatto di infiniti mondi, da amare infinitamente.

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Sull’ineguaglianza degli uomini

Il Discorso sull’origine e i fondamenti dell’ineguaglianza tra gli uomini (Discours sur l’origine et les fondements de l’inégalité parmi les hommes) è un testo scritto da Jean-Jacques Rousseau, pubblicato in Francia nel 1755. È anche noto col titolo più breve di Discorso sull’ineguaglianza o Origine della disuguaglianza.
Occasione della sua pubblicazione fu un concorso bandito dall’Accademia di Digione. Già nel 1750 lo stesso istituto aveva bandito un concorso sul seguente tema: “Se il progresso delle scienze e delle arti abbia contribuito a migliorare i costumi”. Per l’occasione Rousseau scrisse quello che poi sarebbe stato pubblicato (lo stesso anno) come Discorso sulle scienze e le arti, in cui rispondeva negativamente alla questione: le scienze e le arti non avevano apportato benefici all’umanità. Il contributo valse a Rousseau il primo premio e una fama notevole.
Qualche anno dopo l’Accademia propose una nuova questione: “Qual è l’origine dell’ineguaglianza tra gli uomini e se essa sia autorizzata dalla legge naturale”. Rousseau compilò la sua risposta tra il 1753 e il 1754, pubblicandola poi nel 1755, col titolo, appunto, di “Discorso sull’origine e i fondamenti dell’ineguaglianza tra gli uomini”. Nonostante non avesse ottenuto nuovamente il primo premio, anche questo Discorso ebbe comunque una notevole risonanza.

Jean-Jacques Rousseau (Ginevra, 28 giugno 1712 – Ermenonville, 2 luglio 1778) è stato un filosofo, scrittore e musicista svizzero.

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Demonologia di Dante

Una dottrina demonologica ordinata e compiuta negli scritti di Dante non si trova, e nemmeno poteva esserci; ma da molti luoghi della Commedia, e più particolarmente dell’Inferno, nei quali o sono introdotti demonî, o si parla di demonî, e da alcuni altri sparsi qua e là per le rimanenti opere, confrontati fra loro e aggruppati opportunamente, si ricava un certo numero di credenze e di opinioni che giova esaminare congiuntamente e conoscere. E come appena siensi esaminate alquanto, una cosa anzi tutto si rileva, ed è che la demonologia del poeta, in parte è dottrinale e dommatica, si rannoda cioè alla speculazione e alla disquisizione teologica, in parte è popolare, conforme cioè a certe immaginazioni comuni ai credenti del tempo; senza che manchino per altro qua e là, dentro di essa, vestigia di un pensar proprio e personale. Per ciò che riguarda la parte dottrinale, il poeta l’ha senza dubbio attinta dalla teologia scolastica, di cui egli si mostra, come tutti sanno, assai ampio conoscitore, e più particolare delle opere di S. Bonaventura, di Alberto Magno, di S. Tommaso d’Aquino, il suo dottor prediletto. Non è improbabile tuttavia che egli abbia udito in una od altra Università d’Italia, forse anche di fuori, lezioni e dispute sopra un argomento di tanta importanza quale si era nel medio evo la dottrina dei demonî, intimamente congiunta con quella degli eterni castighi, e intorno a cui s’erano sino dai primi tempi della Chiesa esercitati gl’ingegni più acuti e più alacri. Se non che sono così scarse ed incerte le notizie tramandateci degli studii e delle peregrinazioni di Dante, che nulla si può affermare in proposito.
Arturo Graf

Arturo Graf (Atene, 19 gennaio 1848 – Torino, 31 maggio 1913) è stato un poeta, aforista e critico letterario italiano.

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Beyond Good and Evil – Prelude to a Philosophy of the Future

Beyond Good and Evil: Prelude to a Philosophy of the Future, is a book by philosopher Friedrich Nietzsche that expands the ideas of his previous work, Thus Spoke Zarathustra, with a more critical and polemical approach. It was first published in 1886.
In Beyond Good and Evil, Nietzsche accuses past philosophers of lacking critical sense and blindly accepting dogmatic premises in their consideration of morality. Specifically, he accuses them of founding grand metaphysical systems upon the faith that the good man is the opposite of the evil man, rather than just a different expression of the same basic impulses that find more direct expression in the evil man. The work moves into the realm “beyond good and evil” in the sense of leaving behind the traditional morality which Nietzsche subjects to a destructive critique in favour of what he regards as an affirmative approach that fearlessly confronts the perspectival nature of knowledge and the perilous condition of the modern individual.

Friedrich Wilhelm Nietzsche (15 October 1844 – 25 August 1900) was a German philosopher, cultural critic, composer, poet, philologist, and Latin and Greek scholar whose work has exerted a profound influence on modern intellectual history.
He began his career as a classical philologist before turning to philosophy. He became the youngest ever to hold the Chair of Classical Philology at the University of Basel in 1869 at the age of 24.
Nietzsche resigned in 1879 due to health problems that plagued him most of his life; he completed much of his core writing in the following decade.
In 1889 at age 44, he suffered a collapse and afterward, a complete loss of his mental faculties.
He lived his remaining years in the care of his mother until her death in 1897 and then with his sister Elisabeth Förster-Nietzsche. Nietzsche died in 1900.

Translated by Helen Zimmern.

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