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La radice quantistica della coscienza

Come si espresse il fisico (e astronomo) James Jeans: “L’universo somiglia sempre più a un vasto pensiero, e sempre meno a un meccanismo”. Un altro aforisma più o meno conosciuto, è: “La struttura della mente riflette la struttura dell’universo”.
In questo breve e-book, esploriamo alcune connessioni inattese tra il processo di riduzione/collasso della funzione d’onda di un sistema quantistico, con i cosiddetti “atti di coscienza” (secondo Roger Penrose).

Marcello Colozzo, laureato in Fisica si occupa sin dal 2008 di didattica online di Matematica e Fisica attraverso il sito web Extra Byte dove vengono eseguite “simulazioni” nell’ambiente di calcolo Mathematica.
Negli ultimi anni ha pubblicato vari articoli di fisica matematica e collabora con la rivista Elettronica Open Source.
Appassionato lettore di narrativa cyberpunk, ha provato ad eseguire una transizione verso lo stato di “scrittore cyber”, pubblicando varie antologie di racconti.

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Black holes for dummies : Lasciate ogni speranza, o voi ch’entrate

“Lasciate ogni speranza, o voi che entrate” esprime metaforicamente le proprietà del cosiddetto orizzonte degli eventi di un buco nero. Scopo di questo ebook è una presentazione intuitiva di questi oggetti che hanno subìto un “collasso gravitazionale”. L’esposizione utilizza concetti di analisi matematica (operazione di passaggio al limite, singolarità) e di geometria differenziale, ove quest’ultima è presentata in forma “maccheronica”.
Non viene sviluppata la fisica del collasso gravitazionale, perché non basterebbe un intero ebook. Una nota importante: attualmente nessuno conosce la fisica dei buchi neri, perchè manca una teoria quantistica della gravità.

Marcello Colozzo, laureato in Fisica si occupa sin dal 2008 di didattica online di Matematica e Fisica attraverso il sito web Extra Byte dove vengono eseguite “simulazioni” nell’ambiente di calcolo Mathematica.
Negli ultimi anni ha pubblicato vari articoli di fisica matematica e collabora con la rivista Elettronica Open Source.
Appassionato lettore di narrativa cyberpunk, ha provato ad eseguire una transizione verso lo stato di “scrittore cyber”, pubblicando varie antologie di racconti.

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Quella maledetta rete di spin : Una breve introduzione agli spin networks di Penrose

Una metafora: immaginiamo di guardare una duna di sabbia. Se siamo sufficientemente lontani, non ci apparirà la natura “corpuscolare” della duna in quanto composta da granelli di sabbia. Al contrario, tale oggetto ci sembrerà “continuo” e di una forma ben definita. Ma se ci avviciniamo, siamo in grado di percepire la natura granulare della duna, la cui forma ora è inessenziale e ciò che conta è solo la sua “struttura di base” ovvero un insieme di granelli. Se all’improvviso una tempesta distrugge la duna, i suoi componenti ultimi rimangono, e magari si distribuiscono in un nuovo ordine e quindi, in una nuova duna.

In questa metafora, la duna rappresenta lo spaziotempo, mentre i “grani di sabbia” sono i “costituenti fondamentali” di tale ente geometrico. Ma a questo punto è preferibile la denominazione “ente fisico”, poiché nell’ebook che proponiamo vedremo che il predetto ente fisico è in realtà, uno stato eccitato di un sistema quantistico noto come “spin networks”, introdotto negli anni 50 (e riproposti all’inizio degli anni 70 del secolo scorso) dal fisico-matematico Roger Penrose.

Marcello Colozzo, laureato in Fisica si occupa sin dal 2008 di didattica online di Matematica e Fisica attraverso il sito web Extra Byte dove vengono eseguite “simulazioni” nell’ambiente di calcolo Mathematica.
Negli ultimi anni ha pubblicato vari articoli di fisica matematica e collabora con la rivista Elettronica Open Source.
Appassionato lettore di narrativa cyberpunk, ha provato ad eseguire una transizione verso lo stato di “scrittore cyber”, pubblicando varie antologie di racconti.

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Traettoria frattale di un tram

Versione “Reale” (tratta da un problema di fisica)
“Una vettura tramviaria percorre in città una linea chiusa lunga l=14km fermandosi n=20 volte a distanze uguali; alla partenza da ogni fermata il tram accelera con accelerazione costante a+=1.2m/s² fino a raggiungere la velocità v0=36km/h, poi, in vista della successiva fermata, decelera con decelerazione costante a-=1.5m/s². Calcolare, trascurando il tempo di fermata, il tempo T necessario per effettuare l’intero percorso.”
Versione “transreale”
– Tutta la mia città (cap. 11 del vol. 2 del ciclo “Degeometrizzando eternamente. Una recensione visionaria dell’opera di Antonio De Nardis) –>https://tinyurl.com/yxt4dswn
Nella mia città un tram percorre una poligonale di n vertici, ciascuno dei quali è una fermata. Percorrendo questo tragitto, mi sono chiesto più volte come apparirebbe la città se n fosse infinitamente grande, conservando però, l’estensione finita del percorso. Il tram percorrerebbe una poligonale “infinitamente densa” di vertici, in cui ogni punto è un vertice ovvero una fermata. E in ognuna di esse salirebbero o scenderebbero persone mai viste, forse inesistenti o magari provenienti da mondi paralleli. All’ennesima fermata le porte si spalancano all’improvviso mostrando un interno vuoto popolato da rigidi sedili in vinile distribuiti ordinatamente. Nel più devastante silenzio, il tram riparte attraversando strade deserte fiancheggiate da antichi edifici, per poi costeggiare un viale alberato piastrellato da foglie ingiallite. Curiosa circostanza, visto che il calendario marca 7 febbraio. Il tintinnio di un campanello frantuma quel silenzio così innaturale. Qualche passeggero ha prenotato la fermata. Guardo indietro attraverso lo specchietto, ma non vedo nessuno. Il veicolo rallenta e si ferma lentamente. Le porte si aprono di scatto per far scendere i passeggeri non presenti. E ne salgono altri. Gelide mani invisibili si aggrappano al passamano. Il tram è ormai pieno e le porte si richiudono. Un’anziana signora prende posto al mio fianco. È solo Mente e non Corpo. Scomparsa da tempo, non ha subito la deMentalizzazione. Altre tangibili presenze incoroporee si accalcano intorno a me. Sono gli operai della vecchia fabbrica di vetri che si recano al lavoro. Persone umili dematerializzate ma non dementalizzate, grazie alle complicazioni dell’essere semplici che richiede austerità e sacrifici. Quasi una Ascesi. I loro corpi logorati dal lavoro si erano dissolti da tempo nel dominio delle loro coscienze che ora fluttuano libere nei posti a sedere del tram. L’aria mostra il suo volto gelido ai raggi solari riflessi dai finestrini. Solidifica in forme bizzarre per poi liquefarsi e dissolversi alla stregua di un fiocco di neve trascinato dal vento della Non-Esistenza.
Il tram rallenta all’improvviso per poi fermarsi. È l’ultima fermata (l’infinita fermata) e le incorporee forme scendono all’unisono dalle porte che si aprono di scatto.

Marcello Colozzo, laureato in Fisica si occupa sin dal 2008 di didattica online di Matematica e Fisica attraverso il sito web Extra Byte dove vengono eseguite “simulazioni” nell’ambiente di calcolo Mathematica.
Negli ultimi anni ha pubblicato vari articoli di fisica matematica e collabora con la rivista Elettronica Open Source.
Appassionato lettore di narrativa cyberpunk, ha provato ad eseguire una transizione verso lo stato di “scrittore cyber”, pubblicando varie antologie di racconti.

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