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A Brief Account of the Destruction of the Indies

“A Brief Account of the Destruction of the Indies” is an account written by the Spanish Dominican friar Bartolomé de las Casas in 1542 (published in 1552) about the mistreatment of and atrocities committed against the indigenous peoples of the Americas in colonial times and sent to then Prince Philip II of Spain.

Bartolomé de las Casas (1484 – 1566) was a 16th-century Spanish colonist who acted as a historian and social reformer before becoming a Dominican friar. He was appointed as the first resident Bishop of Chiapas, and the first officially appointed “Protector of the Indians”.
His extensive writings, the most famous being “A Brief Account of the Destruction of the Indies” and “Historia de Las Indias”, chronicle the first decades of colonization of the West Indies. He described the atrocities committed by the colonizers against the indigenous peoples.

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Il regicidio

«Ho attentato al Capo dello Stato perché è responsabile di tutte le vittime pallide e sanguinanti del sistema che lui rappresenta e fa difendere. Concepii tale disegnamento dopo le sanguinose repressioni avvenute in Sicilia in seguito agli stati d’assedio emanati per decreto reale. E dopo avvenute le altre repressioni del ‘98 ancora più numerose e più barbare, sempre in seguito agli stati d’assedio emanati con decreto reale.»

(Gaetano Bresci subito dopo l’arresto)

La sera di domenica 29 luglio 1900, poco dopo le 22, a Monza, Bresci uccise il re d’Italia Umberto I di Savoia, sparandogli contro tre o quattro colpi di rivoltella colpendolo alla spalla, al polmone e al cuore. Pochi secondi dopo il re perse conoscenza e morì.
Il sovrano stava rientrando in carrozza nella sua residenza monzese dopo aver assistito a un saggio ginnico, cui era seguita una premiazione presso la società sportiva “Forti e Liberi”.
Il regicidio, immortalato in una celebre tavola del pittore Achille Beltrame per La Domenica del Corriere, avvenne sotto gli occhi della popolazione festante che salutava il monarca.

Amilcare Cipriani (Anzio, 18 ottobre 1844 – Parigi, 30 aprile 1918) è stato un patriota e anarchico italiano.

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Nicola II Romanov

Nicola II Romanov (Nikolaj Aleksandrovič Romanov; Carskoe Selo, 18 maggio 1868 – Ekaterinburg, 17 luglio 1918) è stato l’ultimo imperatore di Russia.

Conosciuto dalla Chiesa Ortodossa russa come San Nicola II imperatore martire e grande portatore della Passione, il suo titolo ufficiale era «Per Grazia di Dio, Imperatore e Autocrate di tutte le Russie», zar di Polonia, di Mosca, di Kiev, di Vladimir, di Novgorod, di Kazan’, di Astrachan’ e della Siberia; granduca di Finlandia e di Lituania; erede di Norvegia; signore e sovrano di Iberia, dell’Armenia e del Turkestan; duca dello Schleswig-Holstein, dello Stormarn, di Dithmarschen e dell’Oldenburg».

«Un uomo forte non ha bisogno del potere; un debole ne viene schiacciato.»

(Nicola II)

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Il Regno di Napoli

“Regno di Napoli” è il nome con cui è conosciuto nella storiografia moderna l’antico Stato esistito dal XIV al XIX secolo ed esteso a tutto il meridione continentale italiano. Il suo nome ufficiale era “Regnum Siciliae citra Pharum”, vale a dire “Regno di Sicilia al di qua del Faro” (in riferimento al Faro di Messina) e si contrapponeva al contemporaneo “Regnum Siciliae ultra Pharum” (Regno di Sicilia al di là del Faro), che si estendeva sull’intera isola di Sicilia. Utilizzato dagli storici fu anche il nome “Regno di Puglia”, che trova la sua origine in età normanna, allorquando il territorio era parte integrante del Regno normanno di Sicilia.
Quest’ultimo Stato fu istituito nel 1130, con il conferimento a Ruggero II d’Altavilla del titolo di “Rex Siciliae” dall’antipapa Anacleto II, titolo confermato nel 1139 da papa Innocenzo II. Il nuovo Stato insisteva così su tutti i territori del Mezzogiorno e della Sicilia, attestandosi come il più ampio degli antichi Stati italiani.

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