Recensioni & Eventi

TRASFORMATI DA TURISTA IN VIAGGIATORE: WORKSHOP SMART TRAVELLING

Trucchi, segreti e strategie per il viaggiatore moderno
SABATO 19 MAGGIO – ore 10:00
“Le Stanze della Mediazione” via Monte Grappa 57, Gaeta (LT)

Noleggio auto? Come pagare la metà…

Le guide turistiche migliori? Sono gratis!

Rimbambito dal Jet-Lag? Scopri come evitarlo!

Il tuo cucciolo non si sentirà più solo in casa…

Viaggiare leggeri ? Abbigliamento “speciale” multiuso…

Come portare il BIDET con te all’estero…

Assistenza per smarrimento bagagli e ritardi SENZA SPESE!

Viaggio in business ma pago economy… scopri come!

Coast to coast GRATIS in un lussuoso Campervan!

Un viaggio meraviglioso…gratis. Sì può!

Lottatore di Sumo accanto in aereo? Scopri come evitarlo…

Restrizioni sui bagagli? Abracadabra, problema risolto…

Fino al doppio dei vestiti…nella stessa valigia!

Folla al museo? Trucchi Smart per raggirarla…

PROGRAMMA
10:00 – Registrazione dei partecipanti
10:30 – INTRODUZIONE
AGENZIA O INTERNET?
VIAGGIATORI NON TURISTI
11:30 – Coffee Break
12:00 – SCELTA DELLA META
ORGANIZZARE UN ITINERARIO
SPOSTAMENTI
14:00 – Brunch (a base di prodotti locali)
15:00 – SISTEMAZIONI
SICUREZZA
ATTIVITÀ, VISITE, ESCURSIONI
ASSICURAZIONE DI VIAGGIO
17:00 – Tea Break
17:30 – IL BAGAGLIO
LISTA DELLE COSE DA PORTARSI IN VIAGGIO
POST VACATION BLUES E TRAVEL HANGOVER
19:00 – CONCLUSIONI
Quota iscrizione: singola € 60 – di coppia € 80

INFO: 330.577182 – info@tototravel.it – .347.2975876 -stanzedellamediazione@tim.it

Estensione: cena a base di prodotti locali con l’esperto viaggiatore Toto Magliozzi in una residenza privata tra gli ulivi alla vista delle isole pontine, (contributo opzionale di € 20)


Non sarò sola, Massimo Tivoli (Passerino Editore)

Leggendo e rileggendo le righe di questo breve – ma intenso – racconto, risuonano nella testa le parole della poetessa Martha Medeiros:

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore questa ragazza, Alessia, che, nel tentativo di sottarsi alla morte dei cambiamenti, scopre il dolore dell’anima, quello che «riusciva solo a sfiorarmi per sentito dire al Tg della sera». Volto sfigurato di un’età non ancora pienamente matura (solo 17 anni!), si scontra con lo sfiorire incolore di una madre che, tra rancori e gelosie di una femminilità ormai livida, non sa cogliere la primavera della gioventù e la condanna alla solitudine prematura.

E ancora:
Lentamente muore
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

La ragazza cerca soltanto di somigliare alla compagna del padre, ma così facendo si allontana dalla via sensata – «il miasma esalato dai cassonetti, sull’altro lato della strada» – che le toglie quella bellezza che la rendeva unica e irripetibile, per trasformarla in una copia da eliminare, trasfigurare.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Alessia si accontenta di respirare, pur scoprendo l’atroce verità che farà pulsare a lungo il veleno di quelle ferite. Respira, certo, perché la solitudine è un male ancora più sottile – indolore – che si annida nei pensieri più reconditi dell’essere umano. Respirare, però, non è vivere, così come quel silenzio che intrappolerà, forse per sempre, un segreto inconfessabile.
Una scrittura dai colpi di scena avvincenti, che lascia un senso di amaro in bocca, perché sa scendere in basso, fin troppo forse, agli istinti atavici dell’umanità.

Recensione a cura di Pamela Di Mambro

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Dite ad Andrea, Martina Del Negro (Passerino Editore)

È un racconto di rabbia sommessa – poesia – che scuote l’anima più del vento con cui la donna – senza nome – amava dialogare.
È un procedere veloce e lento allo stesso tempo, tra ricordi che medici di professione (alias: uomini senza radici) tentano di sradicare/abbattere a quei cantori di baudelairiana memoria che vivono sotto il soffitto delle stelle.
Poesia dicevamo, sì, poesia, perché scorre nelle vene di chi legge come una medicina e fa assaporare il gusto dolce della vita che va oltre le sconfitte del mondo.
Essere veri, essere autentici è il testamento da lasciare ad Andrea – bambino lettore come noi – che sarà il muto testimone di ciò che è stato, ciò che – si spera – sarà diverso.
Un racconto/testimonianza da portare nel cuore, per sempre.

 

Recensione a cura di Pamela Di Mambro.

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Morana Il gioco della Morte, Giovanni Attanasio (Passerino Editore)

In un mondo inglese dal sapore gotico moderno, la quattordicenne necromante Morana – guai a chiamarla zombie, potrebbe arriabbiarsi anche con voi! – vive insieme agli zii/padri/amici Destro e Sinistro, poi rinnovati in Chris e Duncan. In un’atmosfera a tinte fosche e scure, una luce improvvisa – Nia – sconvolge con la sua «energia vitale» il corso degli eventi, permettendo un incontro inaspettato tra l’umano e il non-umano e facendo scoprire a esseri spettrali il calore del sentimento. Sulla vicenda s’interseca l’omicidio di Leeds, che, con le gemelle Erin ed Evelyn, traghetterà il lettore nel girone infernale dell’eterna lotta tra il Bene e il Male.
Una scrittura giovanile dal gusto forte, macabro ed espressionista: una storia che, conclusa, lascia la magia di volerla rivivere.

Recensione a cura di Pamela Di Mambro.

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“Mia” per sempre, Ambra D. (Passerino Editore) 

Mia è la fidanzata di Teo. Teo sa bene che Mia sarà “mia per sempre” perché non può esserci un destino diverso per due ragazzi che, per caso, si incontrano in un negozio di libri e cd. Studentessa in veterinaria prima, laureata e impiegata proprio in quel negozio poi, la giovane donna cresce, combatte e si arrabbia, in nome di un sentimento/tormento che non ha altre spiegazioni, se non la follia.
Teo è il primo amore di Mia: un amore sbagliato, ossessivo, convulso, un amore che porta fino alla distruzione di sé. Amore e Morte si intrecciano, ma, fortunatamente, non combaciano, perché Mia, aiutata dai fratelli Fab e Lo, riesce a riprendere in mano la sua vita.
Un romanzo dai nomi abbreviati, un romanzo dialogato, composto dai pensieri dei singoli personaggi, un testo in itinere che si costruisce — con suspense — di capitolo in capitolo.

Recensione a cura di Pamela Di Mambro.

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