La farfalla e l’aquilone

15 aprile 2018

Non si tratta di una semplice favola. Ricordiamoci sempre di essere davanti ad un racconto antropologico che, con un’attenta lettura, ci riempie di riflessioni, di curiosità, di commenti. Non si tratta, infatti, di un libro che ti lascia tranquillo. È vero, ti diverte, ti appassiona, però soprattutto ti fa pensare: avrò capito tutto? E, tra parentesi, nel mio caso non lo credo proprio.

Un aquilone ed una farfalla intrecciano il proprio volo, così come i legami intrecciano le nostre vite. A fronte di ogni legame, lo scrittore ci propone un volo diverso.

Nel legame tra madre e figlio, nel legame tra papà (mancante) e figlia, nel legame tra fratello e sorella, l’aquilone e la farfalla danzano all’unisono, pieni di gioia e abbracciati per la vita, nonostante la distanza che separa il primo, in cielo, dalla seconda, a terra. Sempre rivolti l’una verso l’altro, senza mai sfiorarsi.

Solamente un nuovo legame, più profondo, un legame di una coppia, permetterà davvero alla farfalla e all’aquilone di volteggiare liberi, leggeri, al medesimo livello (in cielo), puntando verso il sole, verso un futuro da costruire.

Ed ancora, non è l’aquilone che deve abbassarsi per raggiungere la farfalla (quando l’aquilone si abbassa, finisce in uno stagno!). È alla farfalla che viene richiesto di elevarsi verso il cielo e di raggiungere l’aquilone.

La farfalla riuscirà così a mostrare la sua bellezza, non più volteggiando in basso intorno ai pistilli dei fiori, bensì in alto, puntando al sole, a simboleggiare una bellezza che deve elevarsi per essere notata, per differenziarsi, per non rimanere anonima. Allo stesso modo, l’aquilone, con la sua altezza, è chiamato a colorarsi per essere notato, per non passare inosservato. Quasi un invito a distinguerci, a dare un significato alle nostre relazioni, a portarle ad un livello superiore, elevandole verso il cielo, liberandoci dell’attaccamento al mondo terreno e puntando a Qualcosa o Qualcuno. Solo tramite questa via potremo essere, nella nostra relazione di coppia, davvero uniti e lasciare una traccia da seguire.

Pietro Mazzoletti

Giorgio Comini, sacerdote diocesano dal 1994, dopo aver prestato servizio come Vicario parrocchiale dal ’94 al ’98 presso la parrocchia di Palosco (Bg), su mandato del vescovo di Brescia ha impiegato 5 anni per approfondire gli studi in Scienze sociali e Scienze politiche (Roma, Washington D.C., Milano), nel biennio 2006-2007 ha frequentato il Master in Mediazione Familiare presso l’Università Cattolica di Milano. Ad oggi, oltre al servizio prestato il Consultorio, rivesta la carica di direttore dell’Ufficio Famiglia diocesano, insegnante in Seminario e direttore del Centro di Spiritualità Familiare Beato Paolo VI.

ESPRIT
European Society of Prominent Researchers in Illustration Technology
L’associazione Europea Esprit ha sostenuto la linea editoriale di questo progetto  per le finalità sociali ed il valore antropologico che ne caratterizza obiettivi e contenuti

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