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I racconti fantastici

Composti tra il 1867 e il 1868 i “Racconti Fantastici” fanno parte dell’ultimo anno dell’attività letteraria dello scrittore, caratterizzato da privazioni e malattie, che sarebbe approdato al triste epilogo della morte per tisi e tifo a soli ventotto anni. Caratterizzati tutti dalla continua sospensione tra il sogno e la realtà, riflettono l’interesse dello scrittore per la follia, lo spiritismo, il sovrannaturale, non esente da ironia, dubbio e scetticismo, elementi rappresentati tutti, dallo scrittore, come casi clinici concreti.

L’autore

Igino Ugo Tarchetti (San Salvatore Monferrato, 29 giugno 1839 – Milano, 25 marzo 1869) è stato uno scrittore, poeta e giornalista italiano.

Introduzione a cura di Alessio Buonomo
Alessio Buonomo nasce il 4 febbraio 1978, nel 1996 ha conseguito la Maturità Classica presso il Liceo Classico “V. Pollione” di Formia e successivamente si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Cassino, con una tesi di argomento storico-contemporaneo. All’Università ha collaborato part time presso l’Ufficio del Manager Didattico. Appassionato di studi storici e di politica ha scritto per alcune riviste locali e non, inoltre, ha svolto diverse esperienze nell’associazionismo culturale e non profit assumendo incarichi amministrativi e di ufficio stampa. Nel 2007 ha ricoperto un ruolo significativo nell’Ufficio di Gabinetto del Comune di Gaeta come responsabile delle relazioni pubbliche e istituzionali, cerimoniale e segreteria, terminato nel 2012. Ha seguito un breve corso di studi in “Management della Pubblica Amministrazione” e negli anni successivi un corso più intenso in “Tecniche Legislative e Relazioni Istituzionali” presso il RISL (Rivista Italiana di Studi Legislativi – Roma 2012/13). Attualmente è impegnato nel settore dell’informazione e della comunicazione, del web editing e del web marketing, e come intermediario e consulente commerciale.

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La costituzione livornina

La Costituzione Livornina fu emanata nel 1593 da Ferdinando I de’ Medici, coerentemente con le antecedenti norme emesse dalla corte dei Medici (tra il 1548 e il 1593) aventi come scopo lo sviluppo commerciale delle città Toscane, soprattutto di Livorno e Pisa. I destinatari principali delle leggi livornine furono gli Ebrei, ai quali vennero concessi privilegi di portata straordinaria e unica nell’Europa del Cinquecento.

L’autore

Ferdinando I de’ Medici (Firenze, 30 luglio 1549 – Firenze, 7 febbraio 1609) fu cardinale (1562-1587) e successivamente Granduca di Toscana (1587-1609).

Introduzione a cura di Roberto Marinaccio
Roberto Marinaccio (Gaeta, 1982) è dottorando in missiologia presso la Pontificia Università Urbaniana. Si occupa di studi religiosi, teologia delle religioni e del rapporto tra il cristianesimo, le culture e le religioni locali. Dal 2011 al 2013 ha vissuto a Taiwan dove ha svolto attività di studio presso l’Università Cattolica Fu Jen di Taipei e ricerche sul campo interessandosi delle religioni cinesi.

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Manifesto del Futurismo

Il “Manifesto del Futurismo”, scritto da Filippo Tommaso Marinetti, fu pubblicato sul quotidiano parigino Le Figaro nel 1909. Venne concepito come opposizione alla civiltà borghese ottocentesca, compreso il decadentismo dannunziano, e alla retorica tradizionale.

L’autore

Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto, 21 dicembre 1876 – Bellagio, 2 dicembre 1944) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo italiano. È conosciuto soprattutto come il fondatore del movimento futurista, la prima avanguardia storica italiana del Novecento.

 

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La supplica degli stampatori

Italia 1785, quattro anni prima della Rivoluzione francese, nei tempi in cui la ragione umana cominciò a perfezionarsi, i Letterati, i Sapienti, gli Stampatori italiani trovarono il coraggio di rivolgere al papa la loro Supplica, un inno alla libertà di stampa. L’opera, di autore anonimo, è indirizzata al pontefice romano Pio VI cui è chiesta l’abolizione dell’Indice dei libri proibiti e la liberalizzazione del sapere letterario. Il documento, riportato in conformità al testo originale, presenta nella prima parte una nota dedicata ai lettori in cui è critica a più riprese la censura dei libri operata dalla Congregazione per la riforma dell’Indice dei Libri Proibiti.

Introduzione e note a cura di Roberto Marinaccio
Roberto Marinaccio (Gaeta, 1982) è dottorando in missiologia presso la Pontificia Università Urbaniana. Si occupa di studi religiosi, teologia delle religioni e del rapporto tra il cristianesimo, le culture e le religioni locali. Dal 2011 al 2013 ha vissuto a Taiwan dove ha svolto attività di studio presso l’Università Cattolica Fu Jen di Taipei e ricerche sul campo interessandosi delle religioni cinesi.

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