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God-Like

La notte era calata sulla città decadente devastata da incendi e tafferugli. Uscirono fuori. La luce bluastra di un’insegna a neon illuminava il volto di Jax.
«Dove andiamo?» chiese Rudi.
Jax stava per rispondere, quando vide un gruppo di persone provenire dal lungomare.
«Presto, imboschiamoci!» fece Jax. Il gruppo di malintenzionati si avvicinava… All’improvviso, dalla salita adiacente scesero pattinando alcuni dei 400 BOYS. Ne giunsero altri. E altri ancora, fino a riempire la strada. Il numero N di 400 BOYS aumentava progressivamente. Si percepì un nuovo incremento: N era infinitamente grande. L’insieme dei 400 BOYS aveva raggiunto il livello d’infinito degli insiemi numerabili. A poco a poco i singoli elementi dell’insieme si facevano sempre più vicini, più fitti, più densi. L’insieme dei 400 BOYS aveva raggiunto la potenza del continuo. La dimensione dello spazio era infinita non numerabile, al pari di quella degli spazi di Hilbert dove oscillavano le funzioni d’onda della fisica quantistica. Dal cielo piovvero gatti di Schrödinger né vivi né morti, mentre con l’occhio della mente era possibile percepire i campi quantistici soggiacenti la materia.
L’inaudita violenza dell’onda d’urto lo spinse contro un portone. Si alzò rapidamente per rifugiarsi all’interno di un supermercato. Donne e bambini si erano nascosti dietro i carrelli della spesa. Uscì di nuovo per strada. Il caos era totale. Prese a zigzagare. Trascorse un tempo pari all’eternità. Finalmente giunse nella sede dei 400 BOYS… Le note di Angeli domini risuonavano nella sala. Le dita di Vito scorrevano sicure sulla tastiera.
«Marika è andata…» disse Rudi.
Vito si girò e lo guardò sorridendo.
«Tra poco tornerà…»
«Cosa te lo fa pensare…»
«Abbi fede» fu la laconica risposta del tastierista.

Tratto da God-Like

Marcello Colozzo

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