Le razze umane

Nel linguaggio comune, la razza identifica l’appartenenza degli esseri umani a determinati raggruppamenti in base ai loro tratti fisici, alla discendenza, alla genetica, o alle relazioni tra tali caratteristiche. È comunemente accettato che le categorie razziali siano dei costrutti sociali di uso comune pur non risultando concettualmente corrette e che dunque i gruppi razziali non possano essere definiti biologicamente. Alcuni studiosi suggeriscono che le categorie razziali possano essere comunque collegate ai tratti biologici (fenotipi) e a certi marcatori genetici che si trovano con una certa frequenza in talune popolazioni umane, alcuni dei quali corrispondono più o meno a gruppi razziali, ma sotto tale aspetto non vi è consenso universale sull’uso e la validità delle categorie razziali.
Il concetto sociale di gruppi razziali è variato nel corso del tempo, coinvolgendo anche una forma di tassonomia popolare che definisce dei tipi essenziali degli individui basati sui tratti percepibili. Gli scienziati generalmente scoraggiano le spiegazioni razziali per differenziazioni collettive sia per tratti fisici che comportamentali.

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La preistoria

La preistoria è il periodo della storia umana che convenzionalmente precede la scrittura, anteriore quindi alla storia documentata e abbracciante l’intervallo temporale, secondo una visione sufficientemente condivisa, che va da circa 2,5-2,6 milioni di anni fa sino (almeno in Eurasia) al 4000 a.C. In alcune discipline e contesti è comprensiva della protostoria, ovvero di quasi tutta l’era quaternaria.
Mentre l’inizio del periodo appare relativamente poco problematico, soggetto alla repertazione, e concerne la paleoantropologia e l’antropologia molecolare, la sua conclusione non è univoca e soggiace a variazioni anche notevoli, prevalentemente di ambito geografico. Esistono molte culture non definibili preistoriche, specie nel continente americano e nell’Africa subsahariana, che non hanno o hanno tardivamente introdotto l’uso della scrittura; anche in Europa ed Asia vi sono state rilevanti differenze temporali.
Nel 1833 Paul Tournal (1805-1872), fondatore della Commission Archéologique e del museo di Narbonne, aveva utilizzato il temine anté-historique; la prima occorrenza del termine prehistoric è del 1851, nel titolo di un libro di Daniel Wilson (1816-1892); in seguito il termine si è diffuso anche in altre lingue.

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I Pigmei

I pigmei sono un gruppo etnico diffuso in gran parte dell’Africa equatoriale. Sono di bassa statura (inferiore ai 150 cm) e caratterizzati da pelle scura, capelli crespi, naso schiacciato e cranio brachimorfo. Il nome “pigmeo” deriva dal greco πυγμαῖος pygmâios (“alto un cubito”) che i Greci usavano per riferirsi a un leggendario popolo di nani, localizzato a sud dell’Egitto o in India, perennemente in guerra contro le cicogne (o le gru) che devastavano i loro campi. Per estensione, il nome “pigmei” viene indicato per riferirsi ad altri gruppi etnici di bassa statura.

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Japanische Märchen

Karl Alberti (* 15. Dezember 1856 in Asch, Böhmen; † 7. November 1953 in Bayreuth) war ein sudetendeutscher Lehrer und Heimatforscher.

Alberti war der älteste Sohn von 14 Kindern des Ascher Superintendenten Traugott Alberti. Die Pfarrerfamilie Alberti kam um 1820 vom sächsischen Vogtland nach Asch. Er besuchte die Lehrerbildungsanstalt im schlesischen Bielitz, nach deren Abschluss er an der damit verbundenen Übungsschule wirkte, bevor er an die Übungsschule in Troppau wechselte. In Wien erhielt er eine Anstellung als Volks-, später als Bürgerschullehrer. Bereits in dieser Zeit betätigte er sich schriftstellerisch, so besonders für die Bayreuther Blätter. 1893 wurde Alberti Direktor der ersten Mädchen-, Volks- und Bürgerschule in Asch. Ab 1921 führte er die Stadtchronik von Asch. Als Heimatforscher legte er über 80 Schriften über die Geschichte von Asch vor, er beschäftigte sich dabei u. a. mit den Steinkreuzen der Umgebung, der Anwesenheit Goethes in der Region und der Geschichte des Ascher Ländchens einschließlich der Burg Neuberk.

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