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Breve racconto di tutte le radici, di tutte l’erbe e di tutti i frutti che crudi o cotti in Italia si mangiano – Manuale di cucina del XVII secolo

Breve racconto di tutte le radici, di tutte l’erbe e di tutti i frutti che crudi o cotti in Italia si mangiano è un catalogo esaustivo di tutte le erbe, le radici, i frutti e le verdure del Bel Paese.

Giacomo Castelvetro (Modena, 25 marzo 1546 – Londra, 21 marzo 1616) è stato un viaggiatore, umanista, accademico e scrittore di viaggi italiano. Nacque a Modena nel 1546 dal banchiere Niccolò Castelvetro e sua moglie Liberata Tassoni. Non si conosce molto dei suoi primi anni di vita. Fuggí da Modena, con il fratello minore Lelio, quando aveva diciotto anni. Rimase a Ginevra da suo zio, il critico umanista Ludovico Castelvetro (esiliato dall’Italia con l’accusa di aver tradotto testi protestanti). Viaggiò a lungo per diversi anni, vivendo nelle città di Lione, Basilea, Vienna e Chiavenna prima che morisse lo zio. Nel 1587 a Basilea sposò Isotta de Canonici, la vedova di Thomas Erastus. Morì in povertà il 21 marzo 1616 dopo una lunga malattia.

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Il sale

In chimica, un sale è un composto chimico elettricamente neutro costituito dall’insieme di più ioni (anioni e cationi), in genere disposti all’interno di un reticolo cristallino, uniti da un legame ionico di ionicità più o meno elevata.

Il sale da cucina è un ingrediente di cucina, costituito quasi completamente da cloruro di sodio (ovvero il sale sodico dell’acido cloridrico). A temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino incolore e con un odore poco accentuato e un sapore caratteristico. In Italia, si trova principalmente in commercio sotto forma di sale grosso o sale fino, a seconda della dimensione dei cristalli, e in “sale marino”, o salgemma, a seconda del tipo di produzione. In altri paesi, il sale è quasi sempre commercializzato in polvere più o meno fine.

I mini-ebook di Passerino Editore sono guide agili, essenziali e complete, per orientarsi nella storia del mondo.

A cura di Antonio Ferraiuolo.

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Dolce…Mente – Delizie vegane: antichi sapori e nuove ricette tra storia, curiosità, consigli e strofette

Ci sono tre modi di porsi di fronte alla cucina: necessità, amore e improvvisazione. L’ultima costituisce il quid che a volte crea l’innovazione nell’uso spregiudicato delle spezie o nell’insolita accoppiata di sapori. Ed è anche ciò che, a volte, ci fa aprire la dispensa e organizzare in un attimo pranzo e cena con la minima fatica quando non si ha voglia né tempo per minuziose prove gastronomiche. E non è detto che il risultato non sia apprezzabile per sapore e golosità. Cosa di più improvvisato e al tempo stesso gustoso di uno spaghetto aglio, olio e peperoncino che stuzzica anche l’appetito più restio? Ma è anche quello delle nonne che con poveri ingredienti e tanto olio di gomito hanno riscaldato la quotidianità della nostra infanzia con deliziosi profumi di pane appena sfornato e sfoglie tirate con attrezzi antichi, validissimi ausili, distanti anni luce dai robot super tecnologici dei nostri tempi, che facevano subito aria di casa e di famiglia. Il mattarello era al tempo stesso il segno della buona cucina e della regola che veniva ricordata a suon di motti. Dato che l’alimentazione non è finalizzata solo alla nutrizione, ma anche al piacere, la cucina può diventare un’autentica passione, tanto che qualcuno potrebbe affermare che si vive per mangiare piuttosto che il contrario.

Minella Di Ciaccio

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