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Dolce…Mente – Delizie vegane: antichi sapori e nuove ricette tra storia, curiosità, consigli e strofette

Ci sono tre modi di porsi di fronte alla cucina: necessità, amore e improvvisazione. L’ultima costituisce il quid che a volte crea l’innovazione nell’uso spregiudicato delle spezie o nell’insolita accoppiata di sapori. Ed è anche ciò che, a volte, ci fa aprire la dispensa e organizzare in un attimo pranzo e cena con la minima fatica quando non si ha voglia né tempo per minuziose prove gastronomiche. E non è detto che il risultato non sia apprezzabile per sapore e golosità. Cosa di più improvvisato e al tempo stesso gustoso di uno spaghetto aglio, olio e peperoncino che stuzzica anche l’appetito più restio? Ma è anche quello delle nonne che con poveri ingredienti e tanto olio di gomito hanno riscaldato la quotidianità della nostra infanzia con deliziosi profumi di pane appena sfornato e sfoglie tirate con attrezzi antichi, validissimi ausili, distanti anni luce dai robot super tecnologici dei nostri tempi, che facevano subito aria di casa e di famiglia. Il mattarello era al tempo stesso il segno della buona cucina e della regola che veniva ricordata a suon di motti. Dato che l’alimentazione non è finalizzata solo alla nutrizione, ma anche al piacere, la cucina può diventare un’autentica passione, tanto che qualcuno potrebbe affermare che si vive per mangiare piuttosto che il contrario.

Minella Di Ciaccio

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The Manifesto of Futurist Cooking

Futurist meals comprised a cuisine and style of dining advocated by some members of the Futurist movement, particularly in Italy. These meals were first proposed in Filippo Tommaso Marinetti and Fillia’s “Manifesto of Futurist Cooking”, published in the Turin Gazzetta del Popolo on December 28, 1930.

Filippo Tommaso Emilio Marinetti (22 December 1876 – 2 December 1944) was an Italian poet, editor, art theorist, and founder of the Futurist movement.

Fillìa (3 October 1904 – 10 February 1936) was the name adopted by Luigi Colombo, an Italian artist associated with the second generation of Futurism.

Translated by Jason Forbus

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La cucina di Gaeta

Un compendio esaustivo e dettagliato della cucina della nota cittadina tra Lazio e Campania, per la prima volta in una prospettiva storica.

L’autore

Bruno Di Ciaccio, nato a Gaeta il 24 giugno 1950, docente di matematica in pensione, appassionato di economia e finanza, e culture di cucina, soprattutto di quella tradizionale e popolare.

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