Traité sur la tolérance

Le Traité sur la tolérance est une œuvre de Voltaire publiée en 1763.

Ce texte vise la réhabilitation de Jean Calas, protestant faussement accusé et exécuté pour avoir assassiné son fils afin d’éviter que ce dernier ne se convertisse au catholicisme.

Dans ce Traité sur la Tolérance, Voltaire invite à la tolérance entre les religions et prend pour cible le fanatisme religieux (plus particulièrement celui des jésuites chez lesquels il a fait de brillantes études étant jeune homme) et présente un réquisitoire contre les superstitions accolées aux religions.

François-Marie Arouet, dit Voltaire, né le 21 novembre 1694 à Paris et mort dans la même ville le 30 mai 1778 (à 83 ans), est un écrivain et philosophe français qui a marqué le xviiie siècle.

Représentant le plus connu de la philosophie des Lumières, anglomane, féru d’arts et de sciences, personnage protéiforme et complexe, non dénué de contradictions, Voltaire domine son époque par la durée de sa vie, l’ampleur de sa production littéraire et la variété des combats politiques qu’il a menés. Son influence est décisive sur la bourgeoisie libérale avant la Révolution française et pendant le début du xixe siècle.

Achetez-le sur Amazon!

 

Please follow and like us:
error

La Letteratura – Un atto irreversibile

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Grazia Deledda, Gesualdo Bufalino, Benedetto Croce, Jean-Paul Sarte, ma anche Oriana Fallaci, Charles Aznavour e tante altre colonne del secolo scorso, un viaggio affascinante e alternativo nel Novecento.

Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, è presidente del Centro Studi “Grisi”.
Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali “Via Carmelitani”, “Viaggioisola”, “Per non amarti più”, “Fuoco di lune”, “Canto di Requiem”), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati “L’ultima notte di un magistrato”, “Paese del vento”, L’ultima primavera”, “E dopo vennero i sogni”, “Quando fioriscono i rovi”). Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro. Numerosi sono i suoi testi sulla letteratura italiana ed europea del Novecento.
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e si considera profondamente mediterraneo. Ha scritto, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.

Compralo su Amazon!

Please follow and like us:
error

La dissolvenza dell’infinito: tra alchimia e disobbedienza

Gli scrittori, i poeti, gli artisti ci appartengono, se noi apparteniamo a loro. Un artista che non ci appartiene, è un artista al quale non apparteniamo. Ecco perché ogni parola pronunciata deve essere scritta dentro il deserto dell’anima, per far rivivere quel deserto e renderlo mare. Che cosa è la parola se non il legame tra il mare e il deserto? La siepe di Leopardi, il viaggio di Zante e la memoria di Zacinto di Foscolo. Il peso degli anni che sostengono la visione della filosofia di Glucksmann, il viaggiare tra i porti sepolti e quelli insepolti. Tutto ciò diventa un non-limite perché la poesia, quando è scrittura e traduzione della voce, è un non-limite.
“La dissolvenza dell’infinito” è un viaggio letterario filosofico alla ricerca del non-limite.

Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, è presidente del Centro Studi “Grisi”.
Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali “Via Carmelitani”, “Viaggioisola”, “Per non amarti più”, “Fuoco di lune”, “Canto di Requiem”), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati “L’ultima notte di un magistrato”, “Paese del vento”, L’ultima primavera”, “E dopo vennero i sogni”, “Quando fioriscono i rovi”). Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro. Numerosi sono i suoi testi sulla letteratura italiana ed europea del Novecento.
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e si considera profondamente mediterraneo. Ha scritto, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.

Compralo su Amazon!

Please follow and like us:
error

Del sentimiento trágico de la vida

Del sentimiento trágico de la vida en los hombres y en los pueblos, conocida usualmente como Del sentimiento trágico de la vida, es uno de los más destacados ensayos filosóficos de Miguel de Unamuno, publicado en 1912. Bajo la influencia de Søren Kierkegaard y de san Ignacio de Loyola, entre otros, quien fuera eximio rector de la Universidad de Salamanca hace una profunda incursión en la problemática existencial del hombre contemporáneo, distanciándose radicalmente del Motor Inmóvil aristotélico y afirmando la necesidad espiritual de creer en un Dios personal.

Miguel de Unamuno y Jugo1​ (Bilbao, 29 de septiembre de 1864-Salamanca, 31 de diciembre de 1936) fue un escritor y filósofo español perteneciente a la generación del 98. En su obra cultivó gran variedad de géneros literarios como novela, ensayo, teatro y poesía. Fue nombrado rector de la Universidad de Salamanca tres veces; la primera vez en 19002​ y la última de 1931 hasta su destitución, el 22 de octubre de 1936, por orden de Franco.

Cómpralo en Amazon!

Please follow and like us:
error