Anima – Questa sconosciuta

Franca Colozzo è nata nel 1951 a Gaeta (LT), Italia, dove attualmente risiede.
Si è laureata a pieni voti in Architettura presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, con una tesi di laurea a carattere urbanistico sul Sud Pontino, con particolare riferimento alle problematiche del restauro e del riuso dei centri storici, ed ha nel 2007 conseguito un Master di II livello sull’uso nella didattica delle nuove tecnologie, presso l’Università degli Studi di Cassino.
Dopo aver svolto diverse attività lavorative sia in qualità di architetto, libero professionistache di docente a tempo indeterminato, è stata distaccata per conto del Ministero degli Affari Esteri – dal 1996 al 2002 – presso il Liceo Scientifico Italiano (I.M.I.) di Istanbul (Turchia).
Durante il settennio trascorso all’estero, anche grazie all’esperienza multietnica e multiculturale acquisita, ha organizzato diverse mostre di Arte sia presso gli I.M.I., il Liceo delle Suore di Ivrea e l’Istituto Italiano di Cultura, sia presso alcune delle più prestigiose Università di Istanbul (Robert College, Galata Saray Lisesi, Yıldız Universitesi, sede dell’Ordine degli Architetti Turchi, ecc.).
Nel corso delle suddette esibizioni, ha cercato di dare il proprio modesto contributo alla diffusione dell’arte e della cultura italiana attraverso tematiche poetiche ed artistiche, approfondite durante la prassi didattica.
È stata, altresì, incaricata del M.A.E., di svolgere le funzioni di commissario esterno di Disegno e Storia dell’Arte, per l’ Esame di Stato, n. 2 volte presso il Liceo “L. da Vinci” del Cairo (Egitto), presso il Liceo “G. Marconi” di New York (U.S.A) e gli I.M.I. di Istanbul (Turchia), nel 2011.
La sua volontà di calarsi nella nuova realtà, cercando di apprendere la lingua turca presso l’Università “Tömer” di Istanbul – unitamente al perfezionamento delle lingue già di sua conoscenza: francese, inglese, spagnolo e tedesco presso i rispettivi Istituti di Cultura – è stata il volano per gettare un ponte tra due mondi (Occidente ed Oriente) così eterogenei tra loro.
Da questo mix di culture è nata l’idea di pubblicare (1999) il catalogo bilingue: “Resimdeki Didaktik Süreç”, ovvero “Il Percorso Didattico nel Disegno” sui disegni degli studenti degli I.M.I e di contribuire con illustrazioni alla stesura di un Vocabolario Trilingue (italiano, inglese e turco).
Rientrata in Italia, a settembre 2002, ha cercato di trasfondere la personale sperimentazione estera nell’insegnamento presso istituti della Scuola Superiore, da poco rinnovata, attraverso mostre grafiche sul percorso artistico e progettuale dei suoi studenti liceali del Liceo Scientifico “L.B. Alberti” di Minturno (LT) e del Liceo Linguistico/Pedagogico “M. T. Cicerone” di Formia (LT ).
Successivamente, ha pubblicato, nel 2006, l’opuscolo di poesie “Frammenti”, una raccolta lirica che affonda le radici in un passato lontano ed in uno più recente, confinato ai margini di un’adolescenziale gioia di vivere.
Da settembre 2011 si è ritirata definitivamente dall’insegnamento, continuando ad esercitare part-time la libera professione di architetto, dedicandosi con rinnovato impegno alla sua vecchia passione per la pittura, scrittura di racconti, romanzi e poesie.

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Soul – This unknown

Franca Colozzo was born in Gaeta (LT) – Italy, where she currently lives. On 31/03/2018, by Richard Di Pilla, an American influencer and founder of GGA family (Virginia, USA), was nominated Global Goodwill Ambassador and then GGA Director_ITALY and Vice Chairperson of INSPAD Council on behalf of its founder & President, Dr. Muhammad Tahir Tabassum.

She graduated with honors in Architecture (an Advanced Master Degree – 5 years), at the University “La Sapienza” in Rome and achieved, in 2007, a Master Degree on New Technologies at the University in Cassino – Italy.

Winner of a scholarship by the Chamber of Commerce Latina for her thesis on Urbanism and on historical towns, she has written an Art book: “The bell tower of the Gaeta Dome”, published by the “Historical Cultural Center of Gaeta”.

After various jobs, both as a freelancer and as a teacher, she was seconded from 1996 to 2002 at the Italian Scientific High School, I.M.I. of Istanbul (Turkey), after having passed several linguistic selections organized by the Italian Foreign Affairs Office (M.A.E.).

During the seven years abroad, also thanks to the multi-ethnic and multi-cultural experience, she has organized several exhibitions of Art both at the I.M.I. High School, at the College of the Sisters of Ivrea, at the Italian Institute of Culture and at the most prestigious universities in Istanbul (Robert College, Galata Saray Lisesi, Yildiz Universitesi, etc.).

During these exhibitions, she tried to apply in the drawings and in the books her personal studies arising from the poetic and artistic teaching practice.

The wish to learn the Turkish language – together with other European languages – has been the driving force for building a bridge between two cultures so different: the Italian and the Turkish ones .

The cultural differences between them were filled thanks to the publication, in 1999, of a Catalog of drawings and an illustrated trilingual Vocabulary (Italian, English and Turkish).

Coming back to Italy, in September 2002, she tried to instill the foreign activities into the new trial of teaching through exhibitions drawing on the artistic didactic path of the pupils of the High School “LB Alberti ” of Minturno (LT), and subsequently those of the High School “M.T. Cicero” Formia (LT) .

Following her previous experience, she decided to publish, in 2006, the booklet of poems “Fragments”, a collection of poems that have their roots in the past and in a more recent one, confined to the margins of an adolescent joy of living .

She was also selected, 2005, as E.N.D. OIB1, Building Policy – GUIM 06/51, at the EUROPEAN COMMUNITY OF BUXELLES (BELGIUM).
From September 2011 she retired from teaching, continuing to practice as a freelance architect, painter and writer of poems, essays and novels.

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Il Junzi ovvero l’uomo ideale secondo Confucio

È un’abitudine inveterata dei cinesi di dividere le persone in due categorie: i junzi (galantuomini, persone per bene, gente che ha il senso della giustizia, uomini nobili di animo) e i xiaoren (uomini dappoco, uomini meschini, che guardano solo al profitto personale e mai al bene comune). Anche quest’abitudine è un’eredità di Confucio, che ha trasformato il significato dei due appellativi.
Il termine junzi – giapponese kunshi, coreano kwunca, vietnamita quân tử – esisteva già prima di Confucio, e aveva un significato semplicemente di indicazione dello stato sociale di una persona. Come indicazione dello stato sociale, junzi significava figlio (zi) di un signore feudale (jun) o di un aristocratico, e quindi un membro della classe nobile che in quel regime governava.
La società dei tempi di Confucio era suddivisa in due classi: i junzi (gli aristocratici) e i xiaoren (la gente comune, il popolino).
Il significato originale affiora ancora occasionalmente nei Dialoghi, come a suo luogo faremo notare. Ma nella maggior parte dei casi il termine viene usato con un altro significato. È stato trasformato da Confucio in una qualifica morale: da “figlio di un signore feudale (o di un aristocratico)” a “persona che ha le qualità ideali di un signore feudale o di un aristocratico.”
Da una qualifica sociale (“uomo nobile di sangue”) a una qualifica etica (“uomo nobile di animo”).
Il junzi è l’essere umano ideale secondo Confucio.
E naturalmente il suo opposto, il xiaoren, non significa allora (nella gran parte dei casi) persona del popolino, ma uomo meschino, uomo egoista, che non sa vedere più in là del proprio piccolo interesse personale. Come vedremo, il junzi di Confucio non è una condizione ereditaria; è un ideale di vita, un traguardo da conquistare, al quale ovviamente può aspirare qualsiasi persona, non solo chi appartiene alla classe nobile.
Le descrizioni della personalità del junzi, o del suo contrario il xiaoren, che Confucio ci offre sono di fatto delle definizioni da parte sua dell’essere umano ideale, di come secondo lui un essere umano degno di questo nome “dovrebbe” o “non dovrebbe” comportarsi.

Umberto Bresciani, nativo di Cremona, ha conseguito il dottorato in Lettere cinesi alla National Taiwan University di Taipei, Taiwan. Attualmente è docente presso l’Università Cattolica Fujen di Taipei. Esperto dei temi attinenti al dialogo religioso e culturale con il mondo cinese, ha pubblicato, in particolare, ReinventingConfucianism. The New Confucian Movement (2001), tradotto in italiano come La filosofia cinese nel ventesimo secolo. I nuovi Confuciani (2009). Per Passerino Editore ha pubblicato Il primo principio della filosofia confuciana (ebook, 2014); WangYangming: An Essential Biography (ebook, 2016).

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Acque d’autunno

«Il re Wēi (魏) di Chǔ (楚) avendo sentito di lui, inviò dei messaggeri con doni invitandolo a Chǔ affinché ricoprisse l’incarico di Primo ministro. Zhuāngzǐ rise e rispose loro: “… Andatevene non mi corrompete… Preferisco la gioia della mia libera volontà”»

(Shǐjì (史記, Documenti storici), LXIII)

La prima versione italiana dell’opera dell’antico fondatore del taoismo.

Zhuāngzǐ (莊子T, 庄子S, ZhuāngzǐP, Chuang-tzuW; in lingua giapponese Sōshi; in lingua coreana 장자, in McCune-Reischauer: Changja, nella R.R.: Jangja; in lingua vietnamita Trang tử; 369 a.C. circa – 286 a.C. circa) è stato un filosofo e mistico cinese. Successivamente considerato tra i fondatori del Daoismo, per metonimia si indica con il suo nome anche il testo filosofico a lui attribuito.

Traduzione a cura di Mario Novaro.

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