Vendere un cuore al mercato nero e altri racconti

I cinque racconti che compongono questa raccolta scavano nel profondo dell’animo umano, conducendo il lettore a compiere un viaggio alla scoperta dei sentimenti più intimi e torbidi, tra sogno e realtà.
Si passa dalle atmosfere oniriche a quelle più introspettive, da quelle romantiche e pure, con richiami ai manga per ragazze, a quelle più cupe e soprannaturali.
Lo stile suggestivo che caratterizza l’autrice porta a un’associazione di immagini avvincente, misteriosa e molto emozionante.
In Vendere Un Cuore Al Mercato Nero, che dà titolo all’intera antologia, troviamo un ragazzo insofferente e uno strano aneddoto che sembra una profezia e che cambierà le vite dei protagonisti. Brutto porta alla luce il tormento di un giovane, che ancora non riesce ad accettarsi e che vive basandosi sulle proprie percezioni, spesso lontane dalla realtà. Tokyo è la manifestazione dei pensieri di una ragazza che cela un radicato senso di vuoto e che cerca consolazione nel proprio ragazzo, dove anche in questo caso il mondo reale si fonde con quello interiore e fantastico. Lucciole è il racconto più cupo della raccolta, dove troviamo una giovane donna che non riesce ad accettare la propria morte e vorrebbe vivere ancora, per non dimenticare ed essere dimenticata, per amare ed essere amata per la prima volta. L’antologia si chiude con La Casa, dove ritroviamo alcuni personaggi già presenti in Lucciole e che lascia spazio alla speranza e all’amore, senza riserve, abbandonando in modo definitivo le angosce e i sensi di colpa.

Elisa Fumis è nata a Monfalcone il 7 novembre 1991. Scrive fin da bambina.
Nel 2013 una sua poesia è stata pubblicata nella raccolta “500 Poeti Dispersi vol. 3” (La Lettera Scarlatta Edizioni).
Nel 2016 ha autopubblicato “Parole Sbagliate”, la sua prima opera letteraria. L’hanno dopo l’ha presentata presso un auditorium locale.
Nel 2019 ha autopubblicato “Oltre”, la sua prima antologia poetica, “Vendere Un Cuore Al Mercato Nero e altri racconti”, una raccolta di racconti surreali e soprannaturali, e “Piangi arte dagli occhi”, la sua seconda antologia di pensieri e poesie.
A marzo di quest’anno ha pubblicato una seconda edizione di “Parole Sbagliate”. Il testo è stato revisionato, migliorandolo e aggiungendo delle nuove scene. Contiene due racconti inediti.
Un suo racconto, Non sono un kappa, è stato pubblicato nell’antologia Cinquatatré vedute del Giappone (Idrovolante).
Le sue opere sono tutte disponibili su Amazon.
Quando non si dedica alla scrittura di libri, Elisa realizza recensioni di romanzi, manga, film e serie TV sul suo blog, prova a cucinare e accarezza tutti i cani che porta in giro o che incontra per strada.

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La Madonna

La Madonna è un racconto breve di Vittoria Aganoor, intriso pietas religiosa, ricco di poesia e pieno di un sentimento di insospettabile profondità.

Vittoria Aganoor Pompilj (Padova, 26 maggio 1855 – Roma, 8 maggio 1910) è stata una poetessa italiana.
Nacque a Padova figlia di Edoardo Aganoor, conte di origini armene, e di Giuseppina Pacini, trascorse l’infanzia a Padova, spostandosi presto a Venezia con la sua famiglia. Andrea Maffei e Antonio Fogazzaro, tra gli altri, frequentavano la sua casa.
Ebbe Giacomo Zanella come maestro per circa quindici anni: egli fu anche testimone dei suoi primi passi di poeta. Nonostante il trasferimento della sua famiglia a Venezia, Vittoria continuò a tornare a Padova e a vivere per lunghi periodi nella casa dei nonni per studiare con Zanella. Nel 1876 il suo maestro le fece pubblicare un saggio poetico che conteneva anche alcune liriche della sorella Elena Aganoor. Nello stesso anno, la sua famiglia si trasferì a Napoli. La conoscenza di Enrico Nencioni la fece approdare alla lettura di autori stranieri e l’aiutò a mettere a fuoco le sue qualità. Era particolarmente legata al padre, la cui morte mentre Vittoria era ancora giovane le lasciò per sempre un vuoto incolmabile. Dopo questo lutto, Vittoria si trasferì nuovamente a Venezia, nel 1890 circa. Mantenne per lunghi anni rapporti epistolari con i padri mechitaristi dell’Isola di San Lazzaro (o Isola degli Armeni, a Venezia) con cui suo padre, profondamente religioso, aveva stretto relazioni di amicizia. A questo periodo risale gran parte del suo carteggio epistolare, che testimonia della sua vivace attività intellettuale, insieme alle liriche pubblicate su varie riviste letterarie.

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Cinderella

“Cinderella”, or “The Little Glass Slipper”, is a folk tale embodying an element of unjust oppression and triumphant reward. Thousands of variants are known throughout the world. The protagonist is a young woman living in forsaken circumstances that are suddenly changed to remarkable fortune. The story of Rhodopis, recounted by the Greek geographer Strabo sometime between around 7 BC and AD 23, about a Greek slave girl who marries the king of Egypt, is usually considered to be the earliest known variant of the Cinderella story.
The Chinese story of Ye Xian, first attested in a source from around AD 860, is another early variant of the story. The first literary European version of the story was published in Italy by Giambattista Basile in his Pentamerone in 1634; the version that is now most widely known in the English-speaking world was published in French by Charles Perrault in Histoires ou contes du temps passé in 1697.
Another version was later published by the Brothers Grimm in their folk tale collection Grimms’ Fairy Tales in 1812.
Although the story’s title and main character’s name change in different languages, in English-language folklore Cinderella is an archetypal name.

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Il romanzo

Il romanzo è un genere della narrativa scritto in prosa. Origini e caratteristiche fondanti del romanzo sono argomento di dibattito tra gli studiosi. Certamente si può affermare che una premessa importante del romanzo moderno è da individuare nella prima produzione in lingua d’oïl (XI secolo): le narrazioni in versi di questa tradizione, sia che recuperassero temi greco-romani sia che rielaborassero temi cavallereschi (cicli bretone e carolingio), venivano indicate già allora con il termine roman. Il principale carattere di novità rispetto alle tradizioni narrative immediatamente precedenti (e al genere epico in particolare, con le sue imprese militari collettive) è il modo diverso di porsi in rapporto col Tempo. Fa parte dell’arte moderna (nominata contemporanea alla nascita del Romanzo) e necessariamente deve contenere quel modo di narrare nuovo e di contrasto con l’arte del passato.

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A cura di Antonio Ferraiuolo.

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