Una vita in versi

La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, con il significato di “creazione”) è una forma d’arte che riesce a trasmettere concetti e stati d’animo in maniera evocativa e potente. I versi di Noemi Fiorino rispecchiano fortemente questa caratteristica: intense, evocative, ricche di sentimenti dalla profondità vertiginosa, ci rimandano ad un mondo di raffinate sensazioni.

Foto di Melissa Del Giudice

Noemi Fiorino nasce a Termini Imerese, città natale della madre, il 14 gennaio 1994. Vive attualmente nel basso Lazio, a Castelforte, luogo di origine del padre. Ha frequentato il liceo linguistico presso l’istituto “Marco Tullio Cicerone” di Formia, dove ha iniziato a concretizzarsi la sua passione per la scrittura. Consegue a pieni voti prima il diploma e poi ottiene la menzione alla carriera accademica con la laurea magistrale in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” collaborando ad attività di ricerca presso la facoltà di Farmacia in merito alle proprietà antitumorali del siero di latte di bufala. Ha partecipato inoltre alle attività accademiche come interna presso il Dipartimento di zootecnia della facoltà di medicina veterinaria. Ha collaborato con l’Ente di etichettatura regionale di prodotti tipici e certificazione di qualità “A.R.S.I.A.L.” per designare il “piccelatieglio” castelfortese come prodotto alimentare tipico, e viene insignita dal sindaco della sua città per l’impegno in merito.

Una vita in versi nasce dalla volontà di esorcizzare la sofferenza per la morte, prima di mia madre poi di mio padre, e di raccontare un’adolescenza travagliata ed i rapporti difficili con l’altro che ne scaturiscono. Da questo la possibilità di trovare conforto nelle cose semplici come la scrittura o la natura, grande protagonista del progetto, che diviene altresì una sorta di ode ai diversi, a quelli che non mollano, a chi non rinuncia ad amare e a sorridere nonostante gli schiaffi ricevuti, a chi ha perso la fede, a chi l’ha ritrovata, a chi ha sofferto ma sa che è tutto temporaneo. Ventisei poesie, come i miei anni, e cinque foto scattate da una delle mie più care amiche, per ricordarvi che non siamo mai soli davvero. Con l’augurio che in queste mie parole qualcuno, magari, trovi conforto.

Ringraziamenti
Si dovrebbe rendere grazie per ogni piccola, impercettibile scintilla di vita che dall’alto ci viene donata, per ogni respiro ed ogni passo, o anche solo per essere stati scelti tra miliardi di possibilità. Non è uno scherzo vivere. In questo mio lavoro ci ho messo la mia anima, le mie lacrime, il sudore e le notti insonni. Per questo ringrazio i miei genitori, che ora sono i miei due angeli custodi e mi guidano reggendo le mie esili spalle, spesso ricurve sotto il peso della sofferenza. Ringrazio le mie sorelle, due colonne portanti senza le quali non avrei mai potuto trasmutare quella sofferenza in arte viva. Ringrazio i miei cognati, in particolare Gianni e la sua famiglia. In particolare per questo lavoro ci tengo a ringraziare Melissa Del Giudice, prima e più fedele lettrice delle mie poesie, per la gentilezza e la grazia con cui ha messo a mia totale disposizione quelle piccole opere d’arte che sono le sue fotografie, rendendo questo progetto unico. Ringrazio la mia docente di italiano del liceo, la prof.ssa Silvana Severino. Ringrazio Nunzio per essere stato per me, soprattutto in questo periodo, come un fratello, condividendo con me gioie e dolori oltre che la passione per la scienza.

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Hiri i një dashurie

Admira Brahja u lind në Shkodër, ku dhe kreu studimet e larta në Italianistikë, Universiteti “ Luigj Gurakuqi” Shkodër në vitin 2004. Ka jetuar një periudhë të gjatë në Itali. Në vitin 2011 u diplomua në “Filologji dhe Letërsi italiane”, Universiteti “Ca’ Foscari”. Që nga viti 2013 punon si pedagoge e jashtme në Departamentin e Italianistikës në programin “Gjuhë dhe kulturë italiane”, “Universiteti Luigj Gurakuqi”. Bashkëpunon me qëndrën e certifikime ndërkombëtare PLIDA në Shqipëri. Që nga viti 2016 punon si mësuese e gjuhës italiane në seksionin dygjuhësh italo -shqiptar “ Ismail Qemali”, Shkodër, ku bashkëpunon në veprimtari të ndryshme dhe projekte të propozuara nga zyra shkollore e Ambasadës Italiane . Është përkthyese zyrtare e certifikuar nga Ministria e Drejtësisë së Shqipërisë.
Ka shprehur gjithmonë interesin e saj për gjuhën dhe kulturën italiane duke marrë pjesë në publikime dhe konferenca të ndryshme shkencore brenda dhe jashtë vendit si “ Mes letersisë dhe emigrimit”, “Vëzhgime të përkthimit të Komedisë Hyjnore”, “Vështirësi gjuhësore në të kuptuarit e tekstit letrar”, “Velloja, duart dhe shikimi i Rafaelos tek Motra Tone e Kolë Idromenos”.

Admira Brahja è nata a Scutari, dove ha conseguito la laurea in Italianistica nel 2004, Università di Scutari “luigj Gurakuqi” . Ha vissuto un lungo periodo in Italia. Nel 2011 si è laureata in Filologia e Letteratura Italiana presso l’Università “ Ca’ Foscari” di Venezia. Dal 2013, lavora come docente esterna presso il Dipartimento di Italianistica nel programma “ Lingua e cultura italiana”, Università di Scutari “Luigj Gurakuqi”. Collabora con il centro delle certificazioni internazionali PLIDA in Albania. Dal 2016 insegna italiano nella sezione bilingue italo-albanese di Scutari “ Ismail Qemali”, dove collabora in diverse attività e progetti proposti dall’ufficio scuole dell’Amasciata Italiana. E’ anche traduttrice legale certificata dal Ministero della Giustizia dell’Albania.
Ha sempre dimostrato il suo vivo interesse per la lingua e la cultura italiana partecipando a varie pubblicazioni e conferenze in Albania e all’estero tra cui : Tra la letteratura e l’emigrazione, Osservazioni della traduzione della Divina Commedia, Problematiche della comprensione del testo letterario legate ad alcune insidie linguistiche, Il velo, le mani e lo sguardo di Rafaello in motra Tone di Idromeno.

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L’amore è tutto ciò che resta a fine pasto

Sull’amore (in sanscrito “a-more”, ciò che non muore) sono stati scritti libri, trattati, enciclopedie, (il primo in assoluto fu il Simposio di Platone). Ma lo stupore che desta ogni nuovo scritto su questo tema, è sempre nuovo e denso di meraviglia. Cosi avviene anche in questo brevissimo ma folgorante scritto (dal titolo emblematico) sul sentimento più misterioso degli esseri umani.

Anna Micco. La sua scrittura raffinata ed elegante si sposa bene con la delicatezza della sua anima. Nasce a Formia il 30 gennaio del 1972. La vita per lei è meraviglia dinanzi a tutto e passione.

In copertina: Aniello SaravoFiamma.

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Astichello

Giacomo Zanella (Chiampo, 9 settembre 1820 – Cavazzale di Monticello Conte Otto, 17 maggio 1888) è stato un presbitero, poeta e traduttore italiano.

«Io dentro picciol borgo, in erma valle,
Cui fan le digradanti Alpi corona,
Vissi oscuri i miei dì, …»

Con questi versi della poesia intitolata A Fedele Lampertico, scritta nel 1868, Giacomo Zanella descrive il suo amato paese, Chiampo, situato nella verde campagna vicentina. Il poeta nacque a Chiampo il 9 settembre 1820, da famiglia di modeste condizioni. Il padre, Adriano, possedeva un negozio di generi vari; la madre, Laura Beretta, era imparentata con alcune notabili famiglie del luogo.
Nel villaggio natio il poeta trascorse i primi otto anni della sua vita.

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