La marcia su Roma

Articoli di Benito Mussolini pubblicati sul quotidiano “Il Popolo d’Italia“, in un periodo temporale che inizia con il primo discorso alla camera (21 giugno 1921) e si conclude con l’arringa alla grande adunata fascista di Napoli, del 24 ottobre 1922, che anticipa di pochi giorni la “Marcia su Roma“.

La “Marcia su Roma” fu una manifestazione armata organizzata dal Partito Nazionale Fascista (PNF), guidato da Benito Mussolini, il cui successo ebbe come conseguenza l’ascesa al potere del partito stesso in Italia. Il 28 ottobre 1922, circa 25.000 camicie nere si diressero sulla capitale rivendicando dal sovrano la guida politica del Regno d’Italia e minacciando, in caso contrario, la presa del potere con la violenza. La manifestazione eversiva si concluse con successo quando, il 30 ottobre, il re Vittorio Emanuele III cedette alle pressioni dei fascisti e decise di incaricare Mussolini di formare un nuovo governo.
La marcia su Roma venne celebrata negli anni successivi come il prologo della “rivoluzione fascista” e il suo anniversario divenne il punto di riferimento per il conto degli anni secondo l’era fascista.

Benito Mussolini fu il fondatore del Fascismo e presidente del Consiglio del Regno d’Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943.
Nel gennaio 1925 assunse de facto poteri dittatoriali e dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di capo del governo primo ministro segretario di Stato. Dopo la guerra d’Etiopia, aggiunse al titolo di duce quello di “Fondatore dell’Impero” e divenne Primo Maresciallo dell’Impero il 30 marzo 1938. Fu capo della Repubblica Sociale Italiana dal settembre 1943 al 27 aprile 1945.

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The Prophecies of Nostradamus

Michel de Nostredame (depending on the source, 14 or 21 December 1503 – 1 or 2 July 1566), usually Latinised as Nostradamus, was a French astrologer, physician and reputed seer, who is best known for his book Les Prophéties, a collection of 942 poetic quatrains allegedly predicting future events. The book was first published in 1555 and has rarely been out of print since his death.

Nostradamus’s family was originally Jewish, but had converted to Catholicism before he was born. He studied at the University of Avignon, but was forced to leave after just over a year when the university closed due to an outbreak of the plague. He worked as an apothecary for several years before entering the University of Montpellier, hoping to earn a doctorate, but was almost immediately expelled after his work as an apothecary (a manual trade forbidden by university statutes) was discovered. He first married in 1531, but his wife and two children died in 1534 during another plague outbreak. He fought alongside doctors against the plague before remarrying to Anne Ponsarde, who bore him six children. He wrote an almanac for 1550 and, as a result of its success, continued writing them for future years as he began working as an astrologer for various wealthy patrons. Catherine de’ Medici became one of his foremost supporters. His Les Prophéties, published in 1555, relied heavily on historical and literary precedent, and initially received mixed reception. He suffered from severe gout toward the end of his life, which eventually developed into edema. He died on 2 July 1566. Many popular authors have retold apocryphal legends about his life.

In the years since the publication of his Les Prophéties, Nostradamus has attracted many supporters, who, along with much of the popular press, credit him with having accurately predicted many major world events. Most academic sources reject the notion that Nostradamus had any genuine supernatural prophetic abilities and maintain that the associations made between world events and Nostradamus’s quatrains are the result of misinterpretations or mistranslations (sometimes deliberate). These academics argue that Nostradamus’s predictions are characteristically vague, meaning they could be applied to virtually anything, and are useless for determining whether their author had any real prophetic powers. They also point out that English translations of his quatrains are almost always of extremely poor quality, based on later manuscripts, produced by authors with little knowledge of sixteenth-century French, and often deliberately mistranslated to make the prophecies fit whatever events the translator believed they were supposed to have predicted.

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Le piramidi

Il termine piramide deriva dalla lingua greca pyramis (πυραμίς) che significa letteralmente “della forma del fuoco” (da pyr-, “fuoco”).
Alcuni storici ritengono che il termine greco a sua volta provenga dal termine egizio per-em-us che nel Papiro di Rhind è usato per rappresentare l’altezza della piramide (alla lettera “ciò che va su”); i greci, applicando la figura retorica della sineddoche (la parte per il tutto e viceversa), lo avrebbero poi usato per indicare l’intera opera monumentaria.
La piramide è stata utilizzata come tipologia in architettura soprattutto nei tempi antichi, in particolare in Egitto e da alcune civiltà precolombiane nell’America centrale. Nella cucina greca antica una torta di grano dalla forma piramidale era chiamata allo stesso modo (πυραμίς).

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Pompei

Pompei (in latino: Pompeii) è una città dell’evo antico, corrispondente all’attuale Pompei, la cui storia ha origine dal IX secolo a.C. per terminare nel 79, quando, a seguito dell’eruzione del Vesuvio, viene ricoperta sotto una coltre di ceneri e lapilli alta circa sei metri.
La sua riscoperta e i relativi scavi, iniziati nel 1748, hanno riportato alla luce un sito archeologico che nel 1997 è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, e che è il secondo monumento italiano per visite dopo il sistema museale del Colosseo, Foro Romano e Palatino.

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