Comunità e democrazia nei quartieri

Cosa succederebbe se le politiche sociali cominciassero a interessarsi all’intera comunità a partire dai quartieri? Cosa accadrebbe se alla logica dell’emergenza si sostituisse un approccio quotidiano alle problematiche? E come cambierebbe il modo di affrontare il disagio sociale se a uno sguardo specialistico si aggiungesse uno sguardo globale? Come cambierebbe lo stesso modo di vivere la comunità e di gestire i quartieri? “Comunità e democrazia nei quartieri” risponde a queste domande facendo propria una nuova visione di welfare che, partendo dal basso, punti a coinvolgere tutte le dimensioni della vita delle persone. Sulla base dell’esperienza maturata nel concreto sviluppo di comunità viene proposto un nuovo paradigma dialogico-relazionale in grado di farsi carico degli aspetti più essenziali della società ma capace anche, in questo modo, di incidere più profondamente sulla dimensione politica della stessa.

Stefano Sarzi Sartori

Sposato e padre di tre figli, è nato in un piccolo centro della bassa bresciana ed è laureato in Lettere Moderne. Nel 1991 inizia il suo percorso professionale in una casa editrice specializzata in scienze dell’educazione e scuola. Questo lavoro sarà come una finestra sui diversi saperi che incrociano l’esperienza umana, e in particolare la sua. Per rimetterli in gioco generativamente costituisce con alcuni amici un’associazione familiare che diventa la palestra con cui sperimentare forme nuove di connessione tra famiglie, comunità e servizi nei contesti comunali. Gradualmente questa attività di volontariato matura in lui una competenza specifica che lo porta ad assumere una autonoma veste professionale. Dal 2005 vive a Trento e collabora con amministrazioni ed enti, privati e pubblici, nel campo dello sviluppo di comunità, della mediazione di comunità e dei processi partecipativi in genere, utilizzando come strumenti la ricerca, la formazione, la progettazione e la consulenza. Chi volesse dialogare con lui sui temi di questo contributo è sollecitato a farlo utilizzando la casella mail comunita.democrazia@gmail.com.

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