Il giallo di Caronia –

Il giallo di Caronia –

Viviana non ha ucciso il figlioletto Gioele, mai si è arrampicata su quel traliccio e mai si è buttata. Le indagini devono individuare la ‘COMBINAZIONE CRIMINALE’ che per depistare gli Inquirenti ha trasportato il corpo di Gioele sulla radura boscosa Pizzo Turda e il corpo di Viviana sotto il traliccio Enel N59.

Il libro è la sintesi di un’Analisi Sistemica Criminologica-Criminalistica- Investigativa-Forense che dimostra che Viviana Parisi non ha ucciso il figlioletto Gioele, che la stessa non si è diretta verso il traliccio Enel N59 per arrampicarsi e da lì lanciarsi, che Viviana mai si è arrampicata su tale traliccio e mai dallo stesso si è lanciata/buttata, che madre e figlio sono precipitati (ignoriamo tempi, modo, contesti e circostanze) in un pozzo/invaso e sono morti in tale sito, che un’abile “combinazione criminale” del territorio ha estratto i due cadaveri dal luogo di morte e li ha trasportati sui rispettivi luoghi di rinvenimento, così mettendo in essere un’organizzata opera criminale di depistaggio. Il libro sconfessa, confuta e demolisce l’ipotesi “omicidio–suicidio” o “figlicidio–suicidio” ed è stato scritto per informare del nostro lavoro e delle nostre conclusioni l’opinione pubblica, gli esperti e gli studiosi dell’investigazione criminale e delle scienze forensi, la comunità scientifica e chi non si ferma alle “verità di facciata” e cerca la “vera e pura verità”. A noi tutti interessa raggiungere la verità per scopi di giustizia e per tutelare la dignità delle persone, soprattutto perché è ingiusto, avvilente e non dignitoso che la persona morta (che non si può difendere) venga accusata senza prove di avere ucciso due persone (il figlioletto e se stessa) e successivamente condannata – sempre senza prove – da chi indaga “in nome del Popolo Italiano”… di essere una duplice assassina. Il libro confuta le ardite ed apodittiche conclusioni che hanno chiesto l’archiviazione del caso per “omicidio-suicidio”, mette a nudo le contraddizioni interne ed esterne della suddetta congettura, propone un’alternativa logica e valida, sicuramente superiore in termini di credibilità, logicità, coerenza e scientificità a quella che vuole Viviana uccidere prima il bambino e poi se stessa. Il libro dimostra che MAI Viviana si è lanciata da quel traliccio e che MAI si è arrampicata sullo stesso.

GLI AUTORI

Lavorino è criminologo criminalista, profiler, analista della Scena del crimine, esperto in Investigazione Criminale, direttore del CESCRIN (Centro Studi Investigazione Criminale).

Della Valle è antropologo forense, Titolare di attività specialistica in Antropologia e Odontologia Forense, esperto in Scena del crimine.

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