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Il paese di cuccagna

«Il popolo napoletano, che è sobrio, non si corrompe per l’acquavite, non muore di delirium tremens; esso si corrompe e muore pel lotto. Il lotto è l’acquavite di Napoli.»

(Matilde Serao, 1884)

“Il paese di cuccagna” è un romanzo della scrittrice partenopea di adozione Matilde Serao, dapprima apparso a puntate nel 1890 sul quotidiano Il Mattino, e successivamente pubblicato nel 1891 dall’editore Treves di Milano.
Il romanzo è suddiviso in venti capitoli che rappresentano una vera e propria denuncia della rovina morale e sociale della città di Napoli, perseguitata dal gioco del lotto. Attraverso le vicende di varie figure di ogni estrazione sociale, si assiste settimana dopo settimana alla caduta di intere famiglie prede del miraggio implacabile dell’ottenimento di una vincita milionaria al gioco d’azzardo. Il paese di cuccagna è un grande affresco del capoluogo campano, immortalato alla fine dell’’800, con cui Matilde Serao continua e completa il percorso iniziato con “Il ventre di Napoli” e proseguito con “Terno secco”.

Matilde Serao (Patrasso, 14 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927) è stata una scrittrice e giornalista italiana.
È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Corriere di Roma, esperienza successivamente ripetuta con Il Mattino e Il Giorno. Negli anni venti fu candidata sei volte, senza mai ottenerlo, al Premio Nobel per la Letteratura.

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