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Vatek

Il romanzo orientaleggiante Vathek rese il suo autore, il viaggiatore e scrittore inglese William Beckford, molto più famoso dei suoi libri di viaggio. Beckford compose Vathek in francese nel 1785, di getto, in tre soli giorni e due notti e lo pubblicò in inglese a Losanna nel 1787.

Il Califfo Vathek (con ogni probabilità una distorsione del nome Al-Wathiq, che fu in effetti un califfo abbaside), nipote di Hārūn al-Rashīd, è un uomo estremamente ricco, il suo palazzo a Samarah (evidente corruzione del toponimo Samarra, che fu in effetti per vari decenni capitale califfale abbaside) è immenso. Vathek è anche un uomo molto curioso soprattutto delle scienze esoteriche e dei misteri dell’occulto. Non bisogna dimenticare che è pure un uomo molto generoso. Ad un certo punto prende la decisione di ospitare, presso il suo palazzo, tutti gli stranieri che sono di passaggio a Samarah. Alcuni giorni dopo questa decisione giunge a Samarah uno strano straniero, dalle orribili fattezze, che viene immediatamente accompagnato al palazzo del Califfo…

William Thomas Beckford (Fonthill, 1º ottobre 1760 – Bath, 2 maggio 1844) è stato uno scrittore, critico d’arte, politico e viaggiatore britannico. Cresciuto tra le più grandi agiatezze (era figlio del sindaco di Londra), la carriera politica gli fu preclusa a causa degli scandali omosessuali in cui rimase coinvolto che lo costrinsero anche a continui viaggi per l’Europa per evitare un’incriminazione formale. Il suo racconto più importante, Vathek, fu scritto in lingua francese ed è un importante anello di congiunzione tra la letteratura illuministica e le esperienze preromantiche.

Traduzione di Giaime Pintor (1919 – 1943).

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