Il regicidio

15 Mag 2019

«Ho attentato al Capo dello Stato perché è responsabile di tutte le vittime pallide e sanguinanti del sistema che lui rappresenta e fa difendere. Concepii tale disegnamento dopo le sanguinose repressioni avvenute in Sicilia in seguito agli stati d’assedio emanati per decreto reale. E dopo avvenute le altre repressioni del ‘98 ancora più numerose e più barbare, sempre in seguito agli stati d’assedio emanati con decreto reale.»

(Gaetano Bresci subito dopo l’arresto)

La sera di domenica 29 luglio 1900, poco dopo le 22, a Monza, Bresci uccise il re d’Italia Umberto I di Savoia, sparandogli contro tre o quattro colpi di rivoltella colpendolo alla spalla, al polmone e al cuore. Pochi secondi dopo il re perse conoscenza e morì.
Il sovrano stava rientrando in carrozza nella sua residenza monzese dopo aver assistito a un saggio ginnico, cui era seguita una premiazione presso la società sportiva “Forti e Liberi”.
Il regicidio, immortalato in una celebre tavola del pittore Achille Beltrame per La Domenica del Corriere, avvenne sotto gli occhi della popolazione festante che salutava il monarca.

Amilcare Cipriani (Anzio, 18 ottobre 1844 – Parigi, 30 aprile 1918) è stato un patriota e anarchico italiano.

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