Carosino, Terra d’Otranto, novembre 1864. Sono trascorsi appena tre anni dall’Unità d’Italia, ma nel Mezzogiorno le ferite della storia sono ancora aperte. Tra nostalgie borboniche, soldati sabaudi, briganti, miseria e antichi rancori, la vita di un piccolo paese continua sospesa fra paura e speranza. Nella casa di Amaddio e Nunziatina si intrecciano i destini di uomini e donne segnati dalla fatica, dall’amore e dal dolore. Grazia porta sulle spalle il peso di una relazione tormentata con Angelo Catanese, detto lu bboia, divenuto brigante; la piccola Maria Carosina, invece, rappresenta l’innocenza e la luce di una famiglia che cerca ostinatamente di resistere alle avversità. Intorno a loro si muove un mondo antico e vivo: contadini, carabinieri, notabili, donne forti, credenze popolari, devozione religiosa e parole dialettali che restituiscono il respiro autentico di una comunità meridionale nell’Italia appena nata. Ma mentre le passioni degli uomini si fanno sempre più violente, anche la natura prepara la sua resa dei conti. La sera del 26 novembre 1864, un uragano realmente documentato si abbatte su Carosino e sui paesi vicini, trasformando in poche ore paure, conflitti e speranze in una drammatica lotta contro il destino. Ispirato a un fatto storico e arricchito da personaggi appartenenti alla memoria familiare dell’autore, 26 d’Ognissanti 1864 è un romanzo corale di amore e odio, fede e superstizione, brigantaggio e memoria, nel quale la grande Storia incontra le vite degli umili e la voce di un paese diventa testimonianza di un mondo che non vuole essere dimenticato.
Arcangelo Conzo è nato in una calda domenica di agosto a Carosino, un piccolo comune in provincia di Taranto. Fin da giovane, ha dimostrato una naturale inclinazione verso le arti, una passione che lo ha portato a diplomarsi in maturità artistica. Il suo talento versatile si è manifestato in diversi campi creativi, tra cui la scrittura, la pittura, il teatro e la musica.
Nella scrittura, Arcangelo riesce a fondere la sua visione artistica con una profonda sensibilità per la condizione umana, esplorando temi complessi e universali. La sua pittura, caratterizzata da uno stile personale e vibrante, riflette un costante dialogo tra tradizione e innovazione, tra colore e forma. Nel teatro, Arcangelo non si limita a interpretare ruoli, ma contribuisce anche alla scrittura e alla regia di opere teatrali, cercando di trasmettere attraverso la scena le stesse emozioni e visioni che animano la sua pittura. La sua musica, infine, completa questo quadro multidisciplinare, esprimendo un linguaggio emotivo che attinge dalle sue esperienze personali e dalla sua visione del mondo. Arcangelo Conzo è un artista poliedrico, impegnato a esplorare i molteplici linguaggi dell’arte per dare voce alla sua creatività e al suo desiderio di comunicare con il mondo.
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