Trattato dei governi (Politica)

La Politica (in greco Τὰ πολιτιϰά) è un’opera di Aristotele dedicata all’amministrazione della polis. È suddivisa in otto libri, nei quali il filosofo analizza le realtà politiche a partire dall’organizzazione della famiglia, intesa come nucleo base della società, per passare ai diversi tipi di costituzione.

Centrale è il riferimento alla natura: l’uomo è un «animale politico» (politikòn zôon), e in quanto tale è portato per natura a unirsi ai propri simili per formare delle comunità. Nello stesso passo, Aristotele afferma anche che l’uomo è un animale naturalmente provvisto di logos, il che ben si accorda con la sua innata socialità, perché è mediante i logoi che gli uomini possono trovare un terreno di confronto.
Diversamente da Antifonte e altri sofisti, secondo i quali la polis limita con le sue leggi la natura dell’uomo, per lo Stagirita lo Stato risponde ai bisogni naturali dell’individuo e, come afferma nelle primissime righe del Libro I, «ogni Stato è una comunità (koinonia) e ogni comunità si costituisce in vista di un bene».
Il «bene» perseguito dallo Stato, in quanto comunità più importante che comprende tutte le altre, è da identificare con quello di cui parla l’Etica Nicomachea.
È inoltre importante sottolineare che, a differenza di Platone, per Aristotele la politica ha una certa autonomia rispetto alla filosofia: il politico e il legislatore possono svolgere bene il proprio compito grazie alla loro saggezza pratica. La politica è però finalizzata alla filosofia in quanto deve creare le condizioni affinché si possano coltivare la scholè (tempo libero) e le attività teoretiche (tra cui rientrano, oltre alla filosofia, anche la matematica, la fisica, lo studio del cielo),

Aristotele (383 a.C. – Calcide, 322 a.C.) è stato un filosofo, scienziato e logico greco antico.
Con Platone, suo maestro, e Socrate è considerato uno dei padri del pensiero filosofico occidentale.

Traduzione di Bernardo Segni
Con prefazione di Cesare Enrico Aroldi

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Gli anarchici nel movimento sociale in Italia

Compagni anarchici; alieni da quello spirito partigiano che le azioni proprie e dei correligionari decanta come superiori ad ogni critica od appunto, rivolgiamoci con tutta schiettezza una domanda: Nel presente affannarsi di uomini e di partiti per influire sul movimento proletario allo scopo di spingerlo verso le vette dell’umana emancipazione dalla schiavitù capitalistica in cui si compendiano tutte le altre, siamo noi all’altezza del compito che c’incombe?
Per parte mia, con altrettanta schiettezza non esito a rispondere: No.
È pessimismo? È spirito di contraddizione? Non lo so. Io vedo che noi, quantunque in una direttiva esatta nelle sue linee generali, in essa non operiamo con la dovuta alacrità.
Consentitemene la prova.
Ogni partito, per la stessa sua composizione e nell’interesse del proprio programma, è portato a praticare un metodo d’azione rispondente ai postulati della dottrina che mira ad applicare. È questo metodo d’azione che si chiama “la tattica.”
Un metodo che contraddicesse al programma, renderebbe nulla la propaganda fatta nel suo seno; il partito, se anche continuasse a sussistere, non conserverebbe che il nome: l’essenza della sua dottrina sarebbe svaporata.

Domenico Zavattero (San Remo, 29 luglio 1875 – Ravenna, 3 aprile 1947) è stato un anarchico italiano. Di professione terrazziere, commesso, pubblicista ed impiegato, è stato un instancabile propagandatore dell’idea anarchica.

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Justice for Ireland

Daniel O’Connell (6 August 1775 – 15 May 1847), often referred to as The Liberator or The Emancipator, was an Irish political leader in the first half of the 19th century. He campaigned for Catholic emancipation—including the right for Catholics to sit in the Westminster Parliament, denied for over 100 years—and repeal of the Acts of Union which combined Great Britain and Ireland.
Throughout his career in Irish politics, O’Connell was able to gain a large following among the Irish masses in support of him and his Catholic Association. O’Connell’s main strategy was one of political reformism, working within the parliamentary structures of the British state in Ireland and forming an alliance of convenience with the Whigs. More radical elements broke with O’Connell to found the Young Ireland movement. On February 4, 1836, he gave this speech in the House of Commons calling for equal justice.

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Anarchism and Other Essays

Anarchism and Other Essays is a 1910 essay collection by Emma Goldman, first published by Mother Earth Publishing.
The essays outline Goldman’s anarchist views on a number of subjects, most notably the oppression of women and perceived shortcomings of first wave feminism, but also prisons, political violence, sexuality, religion, nationalism and art theory. Hippolyte Havel contributed a short biography of Goldman to the anthology.
Lori Jo Marso argues that Goldman’s essays, in conjunction with her life and thought, make important contributions to ongoing debates in feminism, including around “the connections and tensions between sexuality, love and feminist politics”.

Emma Goldman (1869 – 1940) was an anarchist political activist and writer. She played a pivotal role in the development of anarchist political philosophy in North America and Europe in the first half of the 20th century.

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