On The Duty Of Civil Disobedience – Resistance to Civil Government

Resistance to Civil Government, called Civil Disobedience for short, is an essay by American transcendentalist Henry David Thoreau that was first published in 1849. In it, Thoreau argues that individuals should not permit governments to overrule or atrophy their consciences, and that they have a duty to avoid allowing such acquiescence to enable the government to make them the agents of injustice. Thoreau was motivated in part by his disgust with slavery and the Mexican–American War (1846–1848).

Henry David Thoreau (see name pronunciation; July 12, 1817 – May 6, 1862) was an American essayist, poet, and philosopher.
A leading transcendentalist, Thoreau is best known for his book Walden, a reflection upon simple living in natural surroundings, and his essay “Civil Disobedience” (originally published as “Resistance to Civil Government”), an argument for disobedience to an unjust state.

Buy it on Amazon!

Please follow and like us:
error

Anarchism: Its Philosophy and Ideal

Anarchism is an anti-authoritarian political philosophy that rejects hierarchies deemed unjust and advocates their replacement with self-managed, self-governed societies based on voluntary, cooperative institutions. These institutions are often described as stateless societies, although several authors have defined them more specifically as distinct institutions based on non-hierarchical or free associations.

Pyotr Alexeyevich Kropotkin (December 9, 1842 – February 8, 1921) was a Russian activist, revolutionary, scientist, geographer and philosopher who advocated anarcho-communism.

Buy it on Amazon!

Please follow and like us:
error

Trattato dei governi (Politica)

La Politica (in greco Τὰ πολιτιϰά) è un’opera di Aristotele dedicata all’amministrazione della polis. È suddivisa in otto libri, nei quali il filosofo analizza le realtà politiche a partire dall’organizzazione della famiglia, intesa come nucleo base della società, per passare ai diversi tipi di costituzione.

Centrale è il riferimento alla natura: l’uomo è un «animale politico» (politikòn zôon), e in quanto tale è portato per natura a unirsi ai propri simili per formare delle comunità. Nello stesso passo, Aristotele afferma anche che l’uomo è un animale naturalmente provvisto di logos, il che ben si accorda con la sua innata socialità, perché è mediante i logoi che gli uomini possono trovare un terreno di confronto.
Diversamente da Antifonte e altri sofisti, secondo i quali la polis limita con le sue leggi la natura dell’uomo, per lo Stagirita lo Stato risponde ai bisogni naturali dell’individuo e, come afferma nelle primissime righe del Libro I, «ogni Stato è una comunità (koinonia) e ogni comunità si costituisce in vista di un bene».
Il «bene» perseguito dallo Stato, in quanto comunità più importante che comprende tutte le altre, è da identificare con quello di cui parla l’Etica Nicomachea.
È inoltre importante sottolineare che, a differenza di Platone, per Aristotele la politica ha una certa autonomia rispetto alla filosofia: il politico e il legislatore possono svolgere bene il proprio compito grazie alla loro saggezza pratica. La politica è però finalizzata alla filosofia in quanto deve creare le condizioni affinché si possano coltivare la scholè (tempo libero) e le attività teoretiche (tra cui rientrano, oltre alla filosofia, anche la matematica, la fisica, lo studio del cielo),

Aristotele (383 a.C. – Calcide, 322 a.C.) è stato un filosofo, scienziato e logico greco antico.
Con Platone, suo maestro, e Socrate è considerato uno dei padri del pensiero filosofico occidentale.

Traduzione di Bernardo Segni
Con prefazione di Cesare Enrico Aroldi

Compralo su Amazon!

Please follow and like us:
error

Gli anarchici nel movimento sociale in Italia

Compagni anarchici; alieni da quello spirito partigiano che le azioni proprie e dei correligionari decanta come superiori ad ogni critica od appunto, rivolgiamoci con tutta schiettezza una domanda: Nel presente affannarsi di uomini e di partiti per influire sul movimento proletario allo scopo di spingerlo verso le vette dell’umana emancipazione dalla schiavitù capitalistica in cui si compendiano tutte le altre, siamo noi all’altezza del compito che c’incombe?
Per parte mia, con altrettanta schiettezza non esito a rispondere: No.
È pessimismo? È spirito di contraddizione? Non lo so. Io vedo che noi, quantunque in una direttiva esatta nelle sue linee generali, in essa non operiamo con la dovuta alacrità.
Consentitemene la prova.
Ogni partito, per la stessa sua composizione e nell’interesse del proprio programma, è portato a praticare un metodo d’azione rispondente ai postulati della dottrina che mira ad applicare. È questo metodo d’azione che si chiama “la tattica.”
Un metodo che contraddicesse al programma, renderebbe nulla la propaganda fatta nel suo seno; il partito, se anche continuasse a sussistere, non conserverebbe che il nome: l’essenza della sua dottrina sarebbe svaporata.

Domenico Zavattero (San Remo, 29 luglio 1875 – Ravenna, 3 aprile 1947) è stato un anarchico italiano. Di professione terrazziere, commesso, pubblicista ed impiegato, è stato un instancabile propagandatore dell’idea anarchica.

Compralo su Amazon!

Please follow and like us:
error