Diario sentimentale della guerra di Alfredo Panzini non è soltanto il racconto di un conflitto: è il ritratto intimo di un’epoca sconvolta dalla Storia.
Di fronte alla Prima guerra mondiale, Panzini osserva uomini, paesi, famiglie e coscienze mentre il fragore delle armi irrompe nella quotidianità. Alle notizie dal fronte si intrecciano impressioni personali, ricordi, incontri, paure e riflessioni; la grande politica si mescola così ai piccoli gesti della vita di ogni giorno, mostrando il volto più umano e contraddittorio della guerra. Con una scrittura mobile, ironica e malinconica, capace di passare dall’annotazione privata alla meditazione civile, Panzini registra lo smarrimento di una società che vede crollare certezze, abitudini e illusioni. La guerra appare da lontano e, nello stesso tempo, vicinissima: nelle partenze, nelle attese, nei discorsi della gente, nel senso di precarietà che lentamente invade ogni cosa. Un documento letterario intenso e originale, nel quale la memoria individuale diventa testimonianza collettiva: il diario di un uomo davanti alla tragedia della guerra e, insieme, il diario sentimentale di un’intera generazione.

Alfredo Panzini
 nacque a Senigallia nel 1863 e morì a Roma nel 1939. Scrittore, critico e lessicografo, fu allievo di Giosuè Carducci e insegnò per molti anni nei licei. Autore colto e raffinato, seppe unire nella sua prosa ironia, osservazione morale e malinconia, raccontando con stile limpido la società italiana tra Ottocento e Novecento. Tra le sue opere più note si ricordano Il libro dei mortiLa lanterna di Diogene e il celebre Dizionario moderno.

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