Silvio Pellico fu scrittore, patriota e una delle figure più rappresentative del primo Risorgimento italiano. Autore della celebre tragedia Francesca da Rimini e collaboratore del Conciliatore, entrò in contatto con gli ambienti liberali milanesi e aderì alla Carboneria.

Arrestato dagli Austriaci nel 1820, fu condannato a morte e successivamente destinato a una lunga detenzione nella fortezza dello Spielberg, in Moravia. Da quell’esperienza nacque Le mie prigioni, il libro che lo rese celebre in tutta Europa e che contribuì, quasi involontariamente, a diffondere la causa italiana e l’avversione verso la repressione austriaca.

Questo breve profilo ripercorre la vita, l’attività letteraria, l’impegno politico e la profonda trasformazione spirituale di Pellico, restituendo il ritratto di un protagonista complesso dell’Ottocento italiano e di uno degli autori simbolo del Risorgimento.

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