Emozioni in bianco e nero, ma che acquistano il colore che solo il calore di una passione può donare: è così che nel 2015 nasce Emozioni, spettacolo, concerto – in qualunque modo vogliate definirlo, non sbaglierete mai – di Gianmarco Carroccia. Intuizione improvvisa, che nasce sulla spinta di un sogno, desiderio da realizzare, perché i giovani, si sa, hanno idee, ma hanno bisogno di ali, perché «senza ali, tu lo sai, non si vola». E a fornirle c’è un Maestro che di nome fa Mogol, poeta – guai a definirlo paroliere – che sa come calibrare le parole, per trasformare la vita quotidiana in arte.
Il binomio Mogol-Battisti riprende vita, come quei famosi giardini che a marzo «si vestono di nuovi colori», attraverso la voce di questo ragazzo che della voce fa il suo talento e lascia trasparire echi di ricordi che, con una somiglianza eccezionale, portano dietro nel tempo, ma rimangono nel presente.
Emozioni è tutto questo: un’idea, un susseguirsi di canzoni che lasciano un segno indelebile in chi le ascolta, è «chiudere gli occhi per fermare qualcosa che è dentro me», ma che appare nitido e profondo nelle mete dei nostri sogni. Il concerto avanza con musiche – non più pensieri – e parole, quelle del Maestro, che raccontano la genesi dei testi che hanno fatto la Storia della musica italiana. Aneddoti, ricordi, esperienze di vita vera e vissuta, «un mondo tutto chiuso in una via», via che si trasforma, per quelle poche ore, nel centro del mondo.
Sono passati già cinque anni, ma Emozioni continua a girare in lungo e in largo l’Italia, entusiasmando migliaia e migliaia di spettatori che accorrono, perché «nuove sensazioni, giovani emozioni si esprimono purissime» in un Noi sempre più ampio, corale. Perché, in fondo, tutti siamo alla ricerca di un «canto libero» in cui poter esprimere al meglio noi stessi e realizzare i nostri sogni. E, chissà, forse è proprio qui la chiave di questo grande successo che auguriamo di poter vivere dal vivo, almeno una volta.

Foto: Paolo Di Tucci

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