Michail Bakunin (Prjamuchino, Tver’, 1814 – Berna, 1876) fu un rivoluzionario russo, fu l’iniziatore del movimento anarchico internazionale. Avviato, secondo le antiche tradizioni familiari, alla carriera delle armi, servì come ufficiale della guardia imperiale in Polonia, ma presto si dimise per protesta contro i metodi zaristi.

Viaggiò quindi in Germania, in Francia e in Svizzera. A Berlino, intorno al 1840, entrò in contatto con gli ambienti intellettuali e fu attratto dalla filosofia hegeliana, soprattutto da ciò che, nel pensiero di Hegel, gli appariva profondamente rivoluzionario. L’articolo Reazione in Germania, da lui pubblicato nel 1842 sotto lo pseudonimo di Jules Elysard nei Deutsche Jahrbücher, tenta di dimostrare che l’antitesi è l’elemento fondamentale della dialettica hegeliana. L’articolo si conclude con la celebre frase: «La passione della distruzione è, nello stesso tempo, una passione creatrice».

Intanto Bakunin intratteneva rapporti con i principali esponenti del fuoriuscitismo rivoluzionario internazionale. Dal 1844 al 1847 visse a Parigi, dove conobbe, tra gli altri, Proudhon, Herzen e Marx. Il governo zarista, dopo avergli intimato invano di tornare in Russia, gli confiscò i beni; ma l’attività rivoluzionaria di Bakunin proseguì senza interruzioni.

Espulso dalla Francia nel 1847, vi ritornò l’anno seguente e si adoperò per un accordo internazionale delle forze democratiche, allo scopo di abolire gli assolutismi statali e le differenze di classe. Prese successivamente parte ai movimenti insurrezionali tedeschi e cecoslovacchi: in Germania trovò al proprio fianco Richard Wagner.

Condannato a morte a Dresda, estradato e nuovamente condannato a Praga, fu consegnato alle autorità russe, che lo rinchiusero in fortezza e quindi lo esiliarono in Siberia. Nel 1861 riuscì a fuggire e, attraverso il Giappone e l’America, giunse a Londra, dove ritrovò Marx, Mazzini, Garibaldi e Kossuth. Qui concentrò i suoi sforzi nei preparativi, alquanto disordinati, di una rivoluzione antizarista, cui sembravano dare avvio i movimenti insurrezionali in Polonia e in Finlandia.

Nel 1864 fu in Italia, paese fertile per la propaganda rivoluzionaria, poiché il compimento dell’unità nazionale vi si era svolto, in sostanza, a favore di pochi gruppi economici e di alcune regioni. In Italia Bakunin diede vita a un tentativo rivoluzionario che trovò adepti fra gli ex garibaldini più evoluti e dal quale avrebbe tratto origine il successivo movimento anarchico italiano, posteriore al 1870. Le masse contadine e operaie, tuttavia, escluse da secoli da ogni partecipazione alla vita politica, rimasero in gran parte indifferenti.

Stabilitosi in Svizzera, dopo Sedan tentò da Lione di sollevare il popolo contro la guerra. Stanco e deluso anche per il crollo delle speranze riposte nei movimenti insurrezionali d’Italia e di Spagna, morì privo di mezzi in un ospedale di Berna.

I principi di Bakunin, enunciati soprattutto in Dio e lo Stato (1870-1871) e in Stato e anarchia (1873), possono essere così riassunti: lo Stato è uno strumento di oppressione e, come tale, deve essere distrutto; tutti i mezzi per abbatterlo sono validi; la pretesa dei socialisti di instaurare, al posto dello Stato capitalista, uno Stato rivoluzionario è un nonsenso; bisogna liberare l’uomo dall’incubo e dalla tirannia delle religioni, propagando l’ateismo: «Se Dio esiste, l’uomo è schiavo; ma l’uomo può e deve essere libero: dunque Dio non esiste»; l’azione politica deve essere abbandonata, perché uno Stato non può essere abbattuto attraverso la comune attività politica, ma solo mediante l’insurrezione armata.

Mentre però Bakunin sosteneva l’abolizione assoluta dello Stato, auspicava al tempo stesso la creazione di un organismo rivoluzionario posto sotto il suo controllo. Nel 1870 egli osservava che la potenza dei gesuiti consisteva «nel completo annullamento degli individui e delle volontà singole, nell’organizzazione e nell’azione collettive». Su questo modello organizzò un’Alleanza della Democrazia Socialista, che operò dapprima come “Lega della Pace e della Libertà” e poi all’interno dell’“Associazione internazionale dei lavoratori”.

Oltre all’Alleanza non segreta, costituì un’organizzazione clandestina di “fratelli nazionali” e un’altra, più ristretta, di “fratelli internazionali”. Dopo il 1872, anno in cui fu espulso dalla Prima Internazionale, formò un’organizzazione rivoluzionaria indicata semplicemente come “Y”.

L’influenza dell’azione e della dottrina di Bakunin fu notevole soprattutto in Spagna, in Italia e in Russia, dove anticipò alcuni aspetti del nichilismo. Alcuni tentativi rivoluzionari, come quelli di Lione nel 1872 e di Bologna nel 1874, fallirono; ma nella rivoluzione spagnola del 1873 gli anarchici riuscirono a controllare numerose città.

Da un punto di vista storico, il suo anarchismo si riallaccia ad altre figure della cultura rivoluzionaria russa, come Sten’ka Razin e Pugačëv. Il suo concetto della negazione come elemento fondamentale della dialettica hegeliana e della realtà trova una sua prosecuzione nel pensiero rivoluzionario successivo.

Delle opere di Bakunin esistono un’edizione francese in sei volumi, pubblicata a Parigi tra il 1907 e il 1913, e un’edizione russa in cinque volumi, pubblicata a Mosca-Leningrado tra il 1919 e il 1922.

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