Bjørnstjerne Bjørnson (Kvikne, Østerdalen, 1832 – Parigi, 1910) fu un autore drammatico, romanziere e poeta norvegese. Figlio del pastore di Kvikne, studiò a Molde e poi a Cristiania, l’attuale Oslo, dove conseguì la laurea nel 1852, dedicandosi subito dopo al giornalismo, dapprima soprattutto come critico drammatico.
Nel 1857 iniziò a pubblicare i suoi romanzi pastorali, alcuni dei quali costituiscono una squisita rappresentazione del mondo rurale norvegese. Al primo, Synnøve Solbakken del 1857, seguirono Arne (1859), En glad Gut (1860, Un ragazzo felice) e Fiskerjenten (1868, La figlia del pescatore).
L’epos storico nazionale, con i suoi possenti contrasti drammatici, lo aveva affascinato fin dagli anni di scuola a Molde, quando leggeva avidamente le saghe dei re di Norvegia. Esso fu l’argomento dei suoi primi drammi, come Mellem Slagene (1857, Fra le battaglie) e Halte-Hulda (1858).
Due anni dopo quest’ultimo lavoro, una borsa di studio governativa gli permise di viaggiare in Europa. Tra l’altro, si trattenne a lungo in Italia. Kong Sverre (Re Sverre), Sigurd Slembe (1862, Sigurd il Bastardo) e Sigurd Jorsalfar (Sigurd il Crociato), pubblicato solo nel 1872, concludono la serie dei drammi storici nazionali.
Tornato in patria nel 1863, Bjørnson divenne direttore del teatro di Cristiania e curò personalmente l’allestimento di due sue opere: Maria Stuart i Skotland (1864) e De Nygifte (1865, Sposi novelli).
In questo periodo cominciò a occuparsi attivamente di politica. Di idee radicali, ostile all’unione della Norvegia con la Svezia e fautore di una rinascita nazionale del suo paese, aveva l’impeto di un antico tribuno e le utopie di un romantico riformatore. In lui potevano convivere orientamenti diversi e talora contrastanti: radicale di sinistra e puritano, cosmopolita e insieme sentimentalmente legato alla sua provincia, scandinavista e pangermanista.
Nel 1870 pubblicò la raccolta Digte og Sange (Poesie e canti), fra le sue opere migliori. Vari canti furono musicati da Grieg, Nordraak e Kjerulf.
Dopo una nuova lunga assenza dalla Norvegia, durante la quale poté frequentare i gruppi più avanzati delle varie capitali europee, Bjørnson cominciò a intendere il teatro non più come genere puramente letterario, vincolato ai suoi schemi accademici, ma come specchio della vita e occasione per un dibattito aperto sui problemi più scottanti della società contemporanea.
Scrisse allora una serie di drammi che suscitarono polemiche e contrasti, ma che lo collocano, accanto a Ibsen, tra i maggiori autori del teatro europeo della fine del XIX secolo. Tra questi sono da ricordare En Fallit (1874, Un fallimento), Redaktøren (1874, Il giornalista), Kongen (1877, Il re), Det ny System (1879, Il nuovo sistema) e Geografi og Kærlighed (1885, Geografia e amore).
Il dramma simbolico Over Ævne (Oltre le forze umane), pubblicato nel 1883, fu rappresentato solo nel 1899. Aperta la crisi unionistica, Bjørnson, malgrado il suo acceso nazionalismo, adottò una linea moderata. Nel 1903 ricevette il premio Nobel per la letteratura.
