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La musica che guarisce: Esperienze e considerazioni all’interno dei laboratori di musicoterapia didattica

Le definizioni principali, gli aspetti pratici, le esperienze in vivo dei laboratori, le teorie più diffuse della musicoterapia attiva e recettiva ed il relativo percorso di guarigione attivato per mezzo di corpo, suoni, vibrazioni, cervello, mente, nervi, cuore ed emozioni.

Tommaso Scuccimarra è nato a Roma (quartiere di Testaccio) il 7 marzo 1971. Sposato e padre di una bambina, vive e lavora a Gaeta, preziosa località turistica in provincia di Latina, mèta ambita ed apprezzata per le sue doti naturali, storiche ed artistiche (tanto da essere soprannominata la “Perla del Tirreno”). Diplomatosi in chitarra classica nel 1998 presso il Conservatorio Statale di Musica “N. Sala” di Benevento e laureando in Filosofia nel 2018 con una tesi su “Carlo Sini e le Arti Dinamiche” presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, ha conseguito nel 2016 un master triennale di 600 ore in “Musicoterapia e Arti Terapie Integrate” presso la sede di Roma del circuito Ar.Te.D.O (Polo Mediterraneo delle Arti Terapie e delle Discipline Olistiche). Iscritto al C.U.M. – Sanità (Consiglio Unitario Musicoterapisti – Sanità), divide la sua attività professionale tra l’insegnamento dello strumento musicale ai più giovani, la pratica semi-professionale di musicista e quella professionale di esperto in musicoterapia ispirandosi a due modelli, tra loro complementari: quello psico-dinamico che si rifà all’originalissimo concetto di ISO (identità sonora) esplicitato da Rolando Omar Benenzon (tra i massimi esponenti mondiali della musicoterapia “attiva”), e quello psico-fisiologico integrato che si rifà, tra i vari, al concetto di “postura esistenziale” di Vezio Ruggieri.

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Hikikomori: un’emergenza educativa?

L’ebook “Hikikomori: un’emergenza educativa?” di Corradina Triberio, pedagogista specializzata in pedagogia clinica, sorge dalla forte predilezione dell’autrice per il fenomeno giapponese dell’Hikikomori che, negli ultimi tempi, si sta diffondendo sempre di più anche in Occidente. L’analisi dell’autrice si staglia in un filone prima d’ora poco esplorato nelle scienze pedagogiche e che trova, invece, già riscontro in discipline quali la psichiatria, la medicina e l’antropologia.
In giapponese il termine Hikikomori (引きこもり), coniato dallo psichiatra Tamaki Saito, sta a significare letteralmente “stare in disparte” (dai verbi hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) e potremmo definirlo in italiano al meglio col termine “autoreclusione”.
Negli anni ottanta dello scorso secolo, lo psichiatra sopracitato individuò in terra nipponica un numero crescente di casi di adolescenti che “tagliavano” tutte le comunicazioni con il mondo sociale per ritirarsi in lunghi periodi di auto-reclusione all’interno delle loro camere. Il criterio diagnostico che Saito diede per la definizione dello status della malattia fu un periodo minimo di auto-reclusione della durata di almeno sei mesi. Ciononostante, ci si è resi conto, in seguito, che il periodo di confino può protrarsi anche per svariati anni, giungendo alla piena alienazione degli individui dalla realtà. Malgrado l’autoreclusione, con l’avvento dei nuovi media, o media digitali, cioè di quei mezzi di comunicazione di massa sorti nell’era dell’informatica, i soggetti affetti da Hikikomori sperimentano vie alternative per relazionarsi con l’esterno, lungi dall’essere face-to-face, interfacciandosi con chat, con e-mail, con le realtà dei blog, dei forum e dei social network.
Sapientemente, per gli scopi relativi alla stesura dell’elaborato, la pedagogista ha dato spazio alla letteratura già in stampa, offrendo un proprio contributo di impianto pedagogico al problema di estrema rilevanza che, a parer suo, si profila come una nuova emergenza educativa.

Corradina Triberio, Pedagogista. Lavora come libero professionista. Tutor esperta in BES. Specializzata in Pedagogia Clinica.

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L’assistente sociale online: Il modello S.O.S

“L’assistente sociale online” racconta la straordinaria esperienza del sito S.O.S. Servizi (http://www.servizisocialionline.it/), il primo forum di supporto, sostegno e orientamento di servizio sociale professionale. Il progetto S.O.S. Servizi Sociali On Line, nato il 14 dicembre 2009, è l’espressione di un modello di servizio sociale professionale che fa della sinergia di squadra il motore dell’attività. Le attività principali che si sviluppano al suo interno sono variegate: dalla consulenza gratuita su temi e argomenti di servizio sociale rivolta sia ai cittadini che agli addetti ai lavori, alla raccolta di letteratura, articoli, documenti di servizio sociale di utilità; dall’offerta di vetrine di servizi e rubriche di interesse della comunità professionale degli assistenti sociali e non solo, alla diffusione via web della prima web radio di servizio sociale in Italia. Il testo vuole essere un sunto descrittivo del progetto S.O.S. per diffonderne il modello.

Prefazione di Paolo Ferrario.
Lo Staff di S.O.S.
Antonio Bellicoso, Paolo Ferrario, Lucio Barone, Anna Grande, Luigi Colombini, Giorgio Merlo, Sabrina Caputo, Arianna Catto, Silvia Clementi, Roberto Stellari, Annarita Manocchio, Desirèe Longo, Giacomo Sansica, Loredana Cinzia Porcelli, Valentina Zullo, Cristina Bianco, Giulia Albano, Natascia Moschetta, Cristina Riggio, Annick Donelli, Marta Biacchi, Valentina D’Alò, Furio Panizzi, Erico Capo, Gennaro Del Prete, Monya Bardi e Ivana Stella.

Antonio Bellicoso
assistente sociale specialista, direttore del portale S.O.S. Servizi Sociali On Line, formatore accreditato CNOAS e autorizzato Ministero della Giustizia, già Consigliere del CROAS Lombardia ed esperto di web communication e servizio sociale.

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