Bhagavad-Gita

The “Bhagavad Gita” (Song of the Lord), often referred to as simply the Gita, is a 700 Shlokas – Sanskrit verses, Hindu scripture in Sanskrit that is part of the Hindu epic Mahabharata. The epic Mahabharata is traditionally ascribed to the sage Vyasa; the Bhagavad Gita, being a part of the Mahabharata’s Bhisma Parva, is also ascribed to him

Translated by Sir Edwin Arnold (10 June 1832 – 24 March 1904), English poet and journalist.

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Confucian Analects

The Analects or “Confucian Analects”, also known as the Analects of Confucius, is a collection of sayings and ideas attributed to the Chinese philosopher Confucius.
The Analects has been one of the most widely read and studied books in China for the last 2,000 years, and continues to have a substantial influence on Chinese and East Asian thought and values today.

«In China the line between the religious and non-religious is not clearly drawn. The demarcation between on faith and others that is so important in other cultures tends to be blurred and frequently ignored in a Chinese cultural context»
[Yao Xinzhong – Zhao Yanxia, Chinese Religion. A Contextual Approach, Continuum, London-New York 2010, 1-2]

Confucius (551 B.C. – 479 B.C.) was a Chinese philosopher, whose teachings deeply influenced East Asian life and thought. “Confucius” is a latinization of the Chinese 孔夫子 (Kong Fu Zi), literally “Master Kong”, but he is usually referred to in China with a simpler version of this honorific as 孔子 (Kongzi, or Kǒng Zǐ).

Translation by James Legge

James Legge (/lɛɡ/; Chinese: 理雅各; 20 December 1815 – 29 November 1897) was a noted Scottish sinologist, a Scottish Congregationalist, representative of the London Missionary Society in Malacca and Hong Kong (1840–1873), and first Professor of Chinese at Oxford University (1876–1897).

English Edition and Chinese Text.

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La costola di Adamo: Santi, Papi e teologi contro le donne

Legata a ragioni storiche più che dogmatiche, la misoginia delle autorità ecclesiastiche si manifesta fin dai primi secoli del Cristianesimo.
Nell’ebook una breve rassegna di personalità del mondo cristiano che hanno scritto contro le donne.

I mini-ebook di Passerino Editore sono guide agili, essenziali e complete, per orientarsi nella storia del mondo.

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Lettera a Diogneto

La “Lettera a Diogneto” è un’opera anonima risalente alla fine del II secolo, sopravvissuto alla distruzione di gran parte della letteratura cristiana pre-costantiniana. È importante per la sua testimonianza riguardo allo stile di vita e al senso di comunità coltivato dalle prime comunità cristiane. Lo scritto è stato scoperto nel XV secolo, quando un giovane chierico latino, Tommaso d’Arezzo, che si trovava a Costantinopoli per lo studio del greco, recuperò per caso dal banco di un pescivendolo un manoscritto greco, destinato a fornire carta per imballare il pesce. Il codice da lui acquistato passò in seguito al domenicano Giovanni Stojkovic di Ragusa il quale lo portò a Basilea. Pervenne poi all’umanista Giovanni Reuchlin; tra il 1560 e il 1580 arrivò all’abbazia di Marmoutier in Alasazia; mentre tra il 1793 e 1795 il manoscritto fu conservato presso la Biblioteca di Strasburgo. Durante la guerra franco-prussiana (1870) il fuoco incendiò la biblioteca distruggendo anche il manoscritto conservante la lettera. Nonostante la perdita del codice, il testo è noto in maniera abbastanza sicura, perché nel XVI secolo ne furono riprodotte tre copie. La lettera, indirizza ad un pagano greco (Diogneto) è suddivisa in dodici paragrafi: I. Esordio; II. L’idolatria; III. Il culto giudaico; IV. Il ritualismo giudaico; V. Il mistero cristiano; VI. L’anima del mondo; VII. Dio e il Verbo (Logos); VIII. L’incarnazione; IX. Il progetto divino; X. La carità; XI. Il Logos; XII. La vera scienza.

Traduzione di Eugenio Vaina De Pava (1888-1915)

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