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Il lavoro attraente

“Il lavoro attraente” di Camillo Berneri, analizza le possibilità umane di un lavoro senza pena, di un lavoro libero, un lavoro in cui la personalità si esalta e si perfeziona. Leggere questo ebook scritto quasi cento anni fa, prima della cosiddetta crisi del lavoro industriale e dei cambiamenti straordinari legati ad essa, agli albori della “nuova era digitale”, è come dare uno sguardo ad un mondo scomparso, di feroci condizioni di lavoro, in cui l’autore si chiedeva non solo come rendere più umano, ma più attraente il lavoro stesso, e per questo mostrava tutta la sua sorprendente modernità.

L’autore

Camillo Berneri (Lodi, 20 maggio 1897 – Barcellona, 5 maggio 1937) è stato un filosofo, scrittore e anarchico italiano, ucciso nel maggio 1937 insieme a Francesco Barbieri, poco dopo il loro arresto da parte dei comunisti stalinisti del PSUC, durante la battaglia intestina al fronte antifascista spagnolo delle giornate di maggio, avvenuta a Barcellona tra comunisti e anarchici nella guerra civile spagnola.

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Milano sconosciuta

“Milano sconosciuta” è un reportage nei luoghi del vizio sfrenato, ma anche della miseria e della disperazione di Milano, scritto nel 1879. L’autore vi denuncia con forza il degrado sociale del sottoproletariato urbano, fornendo al tempo stesso una mappa di luoghi noti come bordelli o d’incontro omosessuale, che solleticò l’interesse del grande pubblico.

L’autore

Paolo Valera (Como, 18 gennaio 1850 – Milano, 1 maggio 1926) è stato un giornalista e scrittore verista italiano.

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La supplica degli stampatori

Italia 1785, quattro anni prima della Rivoluzione francese, nei tempi in cui la ragione umana cominciò a perfezionarsi, i Letterati, i Sapienti, gli Stampatori italiani trovarono il coraggio di rivolgere al papa la loro Supplica, un inno alla libertà di stampa. L’opera, di autore anonimo, è indirizzata al pontefice romano Pio VI cui è chiesta l’abolizione dell’Indice dei libri proibiti e la liberalizzazione del sapere letterario. Il documento, riportato in conformità al testo originale, presenta nella prima parte una nota dedicata ai lettori in cui è critica a più riprese la censura dei libri operata dalla Congregazione per la riforma dell’Indice dei Libri Proibiti.

Introduzione e note a cura di Roberto Marinaccio
Roberto Marinaccio (Gaeta, 1982) è dottorando in missiologia presso la Pontificia Università Urbaniana. Si occupa di studi religiosi, teologia delle religioni e del rapporto tra il cristianesimo, le culture e le religioni locali. Dal 2011 al 2013 ha vissuto a Taiwan dove ha svolto attività di studio presso l’Università Cattolica Fu Jen di Taipei e ricerche sul campo interessandosi delle religioni cinesi.

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Hikikomori: un’emergenza educativa?

L’ebook “Hikikomori: un’emergenza educativa?” di Corradina Triberio, pedagogista specializzata in pedagogia clinica, sorge dalla forte predilezione dell’autrice per il fenomeno giapponese dell’Hikikomori che, negli ultimi tempi, si sta diffondendo sempre di più anche in Occidente. L’analisi dell’autrice si staglia in un filone prima d’ora poco esplorato nelle scienze pedagogiche e che trova, invece, già riscontro in discipline quali la psichiatria, la medicina e l’antropologia.
In giapponese il termine Hikikomori (引きこもり), coniato dallo psichiatra Tamaki Saito, sta a significare letteralmente “stare in disparte” (dai verbi hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) e potremmo definirlo in italiano al meglio col termine “autoreclusione”.
Negli anni ottanta dello scorso secolo, lo psichiatra sopracitato individuò in terra nipponica un numero crescente di casi di adolescenti che “tagliavano” tutte le comunicazioni con il mondo sociale per ritirarsi in lunghi periodi di auto-reclusione all’interno delle loro camere. Il criterio diagnostico che Saito diede per la definizione dello status della malattia fu un periodo minimo di auto-reclusione della durata di almeno sei mesi. Ciononostante, ci si è resi conto, in seguito, che il periodo di confino può protrarsi anche per svariati anni, giungendo alla piena alienazione degli individui dalla realtà. Malgrado l’autoreclusione, con l’avvento dei nuovi media, o media digitali, cioè di quei mezzi di comunicazione di massa sorti nell’era dell’informatica, i soggetti affetti da Hikikomori sperimentano vie alternative per relazionarsi con l’esterno, lungi dall’essere face-to-face, interfacciandosi con chat, con e-mail, con le realtà dei blog, dei forum e dei social network.
Sapientemente, per gli scopi relativi alla stesura dell’elaborato, la pedagogista ha dato spazio alla letteratura già in stampa, offrendo un proprio contributo di impianto pedagogico al problema di estrema rilevanza che, a parer suo, si profila come una nuova emergenza educativa.

Corradina Triberio, Pedagogista. Lavora come libero professionista. Tutor esperta in BES. Specializzata in Pedagogia Clinica.

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