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All’s Well That Ends Well

All’s Well That Ends Well is a play by William Shakespeare, published in the First Folio in 1623, where it is listed among the comedies. There is a debate regarding the dating of the composition of the play, with possible dates ranging from 1598 to 1608. Bertram is compelled to marry Helena. Bertram refuses to consummate their marriage. He goes to Italy. In Italy he courts Diana. Helena meets Diana. They perform the bed trick. The play is considered one of Shakespeare’s “problem plays”, a play that poses complex ethical dilemmas that require more than typically simple solutions.

William Shakespeare (26 April 1564 – 23 April 1616) was an English playwright, poet, and actor, widely regarded as the greatest writer in the English language and the world’s greatest dramatist. He is often called England’s national poet and the “Bard of Avon” (or simply “the Bard”). His extant works, including collaborations, consist of some 39 plays, 154 sonnets, three long narrative poems, and a few other verses, some of uncertain authorship.
His plays have been translated into every major living language and are performed more often than those of any other playwright.

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Pygmalion

Pygmalion is a play by George Bernard Shaw, named after a Greek mythological figure. It was first presented on stage to the public in 1913. In ancient Greek mythology, Pygmalion fell in love with one of his sculptures, which then came to life. The general idea of that myth was a popular subject for Victorian era British playwrights, including one of Shaw’s influences, W. S. Gilbert, who wrote a successful play based on the story called Pygmalion and Galatea that was first presented in 1871. Shaw would also have been familiar with Adonis (musical) and the burlesque version, Galatea, or Pygmalion Reversed. Shaw’s play has been adapted numerous times, most notably as the 1938 film Pygmalion, the 1956 musical My Fair Lady and its 1964 film version. Shaw mentioned that the character of Professor Henry Higgins was inspired by several British professors of phonetics: Alexander Melville Bell, Alexander J. Ellis, Tito Pagliardini, but above all, the cantankerous Henry Sweet.

George Bernard Shaw (26 July 1856 – 2 November 1950), known at his insistence simply as Bernard Shaw, was an Irish playwright, critic, polemicist and political activist. His influence on Western theatre, culture and politics extended from the 1880s to his death and beyond. He wrote more than sixty plays, including major works such as Man and Superman (1902), Pygmalion (1912) and Saint Joan (1923). With a range incorporating both contemporary satire and historical allegory, Shaw became the leading dramatist of his generation, and in 1925 was awarded the Nobel Prize in Literature.

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Casa di bambola

Casa di bambola (Et dukkehjem) è un testo teatrale scritto da Henrik Ibsen nel 1879.
Scritto ad Amalfi durante un soggiorno di Ibsen e rappresentato la prima volta il 21 dicembre dello stesso anno a Copenaghen, è una pungente critica sui tradizionali ruoli dell’uomo e della donna nell’ambito del matrimonio durante l’epoca vittoriana. Ibsen così scrisse nei suoi primi appunti per la commedia: «Ci sono due tipi di leggi morali, due tipi di coscienze, una in un uomo e un’altra completamente differente in una donna. L’una non può comprendere l’altra; ma nelle questioni pratiche della vita, la donna è giudicata dalle leggi degli uomini, come se non fosse una donna, ma un uomo».
Tra le tante rappresentazioni di questo spettacolo, resta memorabile quella che vide come protagonista l’intensa attrice russa Alla Nazimova, che interpretò per la prima volta lo spettacolo nel 1907. Nel 1922 sarebbe stata anche la protagonista della relativa trasposizione cinematografica. La Rai ha mandato in onda quattro edizioni della commedia, interpretate, nel ruolo di Nora, da Lilla Brignone, Giulia Lazzarini, nel 1968, Ottavia Piccolo e Micaela Esdra, nel 1986.
Il personaggio di Nora, protagonista dell’opera, fu ispirato da Laura Kieler (Tromsø, 1849 – Aalsgaarde, 1932), scrittrice e amica di Ibsen, protagonista di un celebre scandalo dell’epoca, molto simile alla vicenda narrata dal testo teatrale. La Kieler, essendosi poi riconciliata con il marito o forse anche semplicemente infastidita che la sua vita fosse stata usata come foraggio per il suo dramma controverso, non perdonò mai Ibsen. L’originale del testo di Casa di Bambola, conservato nella Biblioteca Nazionale Norvegese di Oslo, è stato inserito nel 2001 dall’UNESCO nel Registro della Memoria del mondo.

Henrik Johan Ibsen (Skien, 20 marzo 1828 – Oslo, 23 maggio 1906) è stato un drammaturgo, poeta e regista teatrale norvegese.
È considerato il padre della drammaturgia moderna, per aver portato nel teatro la dimensione più intima della borghesia ottocentesca, mettendone a nudo le contraddizioni.

Traduzione di Luigi Capuana.

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L’avventuriere onorato

L’avventuriere onorato è un’opera teatrale in prosa in tre atti di Carlo Goldoni scritta sul finire del 1750 e messa in scena per la prima volta a Venezia durante il Carnevale del 1751. Si tratta di una delle 16 commedie nuove che l’autore si era impegnato a scrivere in un anno per l’impresario Girolamo Medebach: composta in lingua veneziana, fu successivamente rielaborata e trasposta in italiano, sostituendo al personaggio di Arlecchino quello di Berto.

Carlo Goldoni (Venezia, 25 febbraio 1707 – Parigi, 6 febbraio 1793) è stato un commediografo, scrittore, librettista e avvocato italiano, cittadino della Repubblica di Venezia.
Goldoni è considerato uno dei padri della commedia moderna e deve parte della sua fama anche alle opere in lingua veneta.

«Ella pure nel nostro Veneto idioma; ma colla scelta delle parole, e colla robustezza dei sentimenti, ha fatto conoscere che la lingua nostra è capace di tutta la forza e di tutte le grazie dell’arte oratoria e poetica, e che usata anch’essa da mano maestra, non ha che invidiare alla più elegante Toscana. Ella aveva ciò dimostrato altre volte in varie pubbliche azioni, nelle quali vuole il sistema di questa ben regolata Repubblica di Venezia che del proprio nativo idioma gli Oratori si valgano, e la di Lei naturale facondia, unita al chiarissimo suo talento, ed allo studio incessante di cui si compiace, rende l’E. V. ammirabile nell’età verde in cui si ritrova, e fa sperare in Lei coll’andar degli anni un benemerito cittadino di questa Patria gloriosa..»
(Carlo Goldoni, presentazione de Le massere, 1755)

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