«Gli abusi del potere generano le rivoluzioni; le rivoluzioni sono peggio di qualsiasi abuso. La prima frase va detta ai sovrani, la seconda ai popoli»
(Klemens von Metternich)
Nel 1814, mentre l’Impero napoleonico crollava, sovrani, ministri e diplomatici provenienti da tutta Europa si riunirono a Vienna per ridisegnare la carta del continente. Tra ricevimenti, feste, trattative segrete e durissimi contrasti politici, prese forma un nuovo equilibrio destinato a influenzare la storia europea per oltre un secolo. Metternich, Talleyrand, Castlereagh e lo zar Alessandro I furono i grandi protagonisti di un confronto nel quale si intrecciarono ambizioni territoriali, interessi dinastici e ricerca della stabilità. Il principio di legittimità riportò sui troni molte antiche monarchie, mentre popoli e territori vennero spesso divisi senza considerarne le aspirazioni nazionali e liberali.
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