Il vampiro della foresta

“Le foreste dell’America meridionale, sotto certi aspetti, sono ben più pericolose di quelle africane, quantunque anche queste siano popolate da un gran numero di fiere, avide specialmente di carne umana. L’uomo che le percorre, ad ogni istante si trova in procinto di lasciarvi la vita, perché non le sole belve lo insidiano, ma ben anche certi volatili pericolosissimi; perfino anche certe piante sotto la cui ombra non può sdraiarsi senza correre la triste sorte d’addormentarsi per sempre.
Nel 1886, nell’Uraguay, vi era stato un certo risveglio fra i numerosi coloni sbarcati dall’Europa. Essendosi sparsa la voce che s’erano scoperti, nelle folte foreste bagnate dal Tocantin, dei filoni d’oro, numerosi emigranti avevano lasciato le borgate per cercare una più rapida fortuna e tornarsene in patria poi con la cintura riboccante di pepite gialle.
Fra i primi a slanciarsi fra quelle foreste vergini, forse mai prima attraversate da alcun Europeo, vi erano i fratelli Puraco, due bravi giovani di poco più di venticinque anni, pieni di audacia e di coraggio, che avevano lasciato, non senza rimpianti, la loro Sicilia per cercare fortuna nel Nuovo Mondo.”

Emilio Salgari

Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgàri (Verona, 21 agosto 1862 – Torino, 25 aprile 1911) è stato uno scrittore italiano di romanzi d’avventura molto popolari.
Autore straordinariamente prolifico, è ricordato soprattutto per essere il “padre” di Sandokan, del ciclo dei pirati della Malesia e quelle dei corsari delle Antille. Scrisse anche romanzi storici, come Cartagine in fiamme, e diverse storie fantastiche, come Le meraviglie del Duemila in cui prefigura la società attuale a distanza di un secolo, un romanzo scientifico precursore della fantascienza in Italia.[3] Molte sue opere hanno avuto trasposizioni cinematografiche e televisive.

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