L’acchiappanuvole

Un romanzo può dirsi riuscito quando scorrendo le sue pagine si ha la sensazione di vivere le vite dei numerosi personaggi incontrati lungo il cammino della lettura.
L’acchiappanuvole” è come una porta di un multiverso in cui Cosmo Pasciuto riesce a proiettare il lettore oltre lo specchio, nella fredda Polonia a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
E subito sembra di percepire nitidamente la fredda, spietata tramontana e la calda, rassicurante brezza primaverile, i morsi della fame e il tepore di un camino, le sferzate del mazzafrusto e la dolcezza di una carezza, in un susseguirsi di situazioni e di emozioni che incatenano gli occhi del lettore al romanzo.
Sul solco tracciato da “E nessuno risponde”, lo scrittore e poeta gaetano, nella sua seconda opera in prosa, funambola sapientemente tra il freddo Verismo tipico di Verga e Capuana, le Metamorfosi Apuleiane e Kafkiane ed il surrealismo visionario di Sclavi e di Poe, descrivendo la realtà così com’è agli occhi di un uomo che, come tutti, nell’arco della vita, subisce innumerevoli mutazioni, conservando però sempre, nell’angolo più nascosto del suo cuore, quel fanciullesco desiderio di acchiappare le nuvole che oscurano il cielo e scaraventarle al suolo.
Roberto Uttaro

Cosmo Pasciuto nasce a Formia il 28 marzo 1972. Sin da giovane esprime la propria passione per la Letteratura, la Filosofia e le Lingue. Laureatosi in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma nel 1996, ha da allora perfezionato le proprie discipline oggetto di insegnamento, quindi ha anche curato l’interesse per la lingua e la cultura francese, interessandosi anche allo studio dell’esperanto. E’ insegnante di Italiano e Latino. Per Passerino Editore ha già pubblicato ” E nessuno risponde” – 2019, (dodici racconti congiunti tra loro dalla filigrana delle umane attese e delle risposte generalmente mancate); “Il funambolo della sera” – 2020, (un libello prosimetrico ad impianto filosofico, per il quale è risultato tra i finalisti della sezione opere inedite, per la XXXV edizione del “Premio nazionale di Poesia Libero de Libero” 2019); “Il sipario della luna” – 2020 (racconto ambientato nell’antica Roma, in cui lo scrittore immagina l’incontro tra il poeta latino Ovidio e la giovane Fabia nello scenario della Suburra, tra l’Argileto ed il Tempio di Giano).

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