Manifesto della Cinematografia Futurista

Il cinema futurista fu il più antico movimento del cinema d’avanguardia europeo. Il “Manifesto della Cinematografia Futurista” (1916) firmato da Filippo Tommaso Marinetti, Bruno Corra (pseudonimo di Bruno Ginanni Corradini), Arnaldo Ginna (pseudonimo di Arnaldo Ginanni Corradini), Remo Chiti, Giacomo Balla, e Emilio Settimelli, sosteneva come il cinema fosse “per natura” arte futurista, grazie alla mancanza di un passato e di tradizioni, ma non apprezzava il cinema narrativo “passatissimo”, cercando invece un cinema fatto di “viaggi, cacce e guerre”, all’insegna di uno spettacolo “antigrazioso, deformatore, impressionista, sintetico, dinamico, parolibero”. Nelle loro parole c’è tutto un entusiasmo verso la ricerca di un linguaggio nuovo slegato dalla bellezza tradizionale, che era percepita come un retaggio vecchio e soffocante.

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