Nella Milano dell’Ottocento, tra le strade affollate e i vicoli oscuri che circondano il Duomo, si consuma una storia di amore, innocenza e sopraffazione. Paolina è una giovane e umile sarta che sogna un futuro felice accanto all’uomo che ama. Ma il suo destino si scontra con l’arroganza di un’aristocrazia corrotta, capace di calpestare ogni sentimento pur di soddisfare i propri capricci. Tra intrighi, passioni e ingiustizie, la vicenda precipita in un dramma che mette a nudo la crudeltà dei potenti e la vulnerabilità degli ultimi.
Con Paolina, il suo primo romanzo, Igino Ugo Tarchetti, tra i maggiori esponenti della Scapigliatura italiana, offre un ritratto intenso e spietato della società ottocentesca. Sullo sfondo di una Milano in trasformazione, l’autore intreccia romanticismo e denuncia sociale, dando vita a una storia struggente che richiama I promessi sposi di Manzoni, ma ne sovverte amaramente la visione del mondo.
Igino Ugo Tarchetti nacque il 29 giugno 1839 a San Salvatore Monferrato, in Piemonte. Scrittore, poeta e giornalista, fu uno dei maggiori esponenti della Scapigliatura, il movimento letterario e artistico che, nella seconda metà dell’Ottocento, si oppose alle convenzioni borghesi e alla tradizione letteraria dominante. Dopo aver intrapreso la carriera militare, che abbandonò nel 1865, si stabilì a Milano, dove entrò in contatto con gli ambienti culturali della Scapigliatura e si dedicò intensamente alla letteratura e al giornalismo.
La sua produzione, caratterizzata da una forte sensibilità romantica e da un’inquietudine esistenziale, affronta temi quali l’amore, la morte, la follia, l’ingiustizia sociale e il conflitto tra individuo e società. Tra le sue opere principali figurano Paolina (1865-1866), romanzo di denuncia sociale, Una nobile follia (1867), di ispirazione antimilitarista, e Fosca (1869), il suo capolavoro, incentrato su una passione amorosa tormentata e ossessiva. Di particolare rilievo sono anche i racconti fantastici, nei quali emergono il gusto per il mistero, il soprannaturale e le atmosfere inquietanti. Tarchetti morì prematuramente a Milano il 25 marzo 1869, a soli 29 anni. Nonostante la brevità della sua esistenza, lasciò un’impronta significativa nella letteratura italiana, contribuendo al rinnovamento della narrativa ottocentesca e anticipando temi e sensibilità della letteratura decadente.
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