Robert Burns (Alloway, Ayrshire, 1759 – Dumfries, 1796) fu un poeta scozzese. Figlio di contadini, ebbe un’infanzia difficile, segnata da privazioni e fatiche. La consapevolezza della propria condizione sociale, unita a una viva sensibilità che contrastava con il suo aspetto rude e contadino, e a un’intensa aspirazione verso desideri spesso irrealizzabili, contribuirono a formare in lui un carattere inquieto, difficile e talvolta scontroso.
Avido di conoscenza e consapevole del proprio talento creativo, Burns alternava i duri lavori dei campi alla lettura di poeti come Allan Ramsay e Robert Fergusson, esercitandosi nella composizione di versi ispirati dalla contemplazione della natura e dalle complesse emozioni della sua anima. In lui convivevano due forze contrastanti: da un lato, le sue origini contadine lo spingevano a odiare il mondo corrotto e vizioso dei privilegiati, immerso nei piaceri e indifferente alla miseria del popolo; dall’altro, con pari intensità, egli avvertiva che la propria natura non era estranea a quella stessa inclinazione al piacere, e che anch’egli, come i signori dell’Arcadia settecentesca, poteva sentirsi attratto da una vita di eccessi e passioni.
Intanto viveva i suoi primi amori, intensi quanto fugaci, che avrebbe poi cantato con realismo e spontaneità, mescolandovi punte di arguta ironia e un lieve, talvolta cinico, pessimismo. Dopo il fallimento di una piccola impresa agricola avviata insieme al fratello, Burns fu sul punto di emigrare in Giamaica. Per procurarsi il denaro necessario al viaggio, nel 1786 pubblicò a Kilmarnock una raccolta delle sue poesie. Il successo, immediato e inatteso, lo indusse ad abbandonare il progetto di partire e lo convinse invece a recarsi a Edimburgo, dove avrebbe curato una seconda edizione dei suoi Poems.
Il successo fu trionfale e Burns venne accolto negli ambienti più eleganti della capitale scozzese. Esauriti quasi tutti i proventi della vendita dei Poems, lasciò Edimburgo e si trasferì con la moglie in una fattoria a Ellisland. In seguito agli eccessi cui si abbandonò, finì per vivere quasi esclusivamente del modesto stipendio derivante dal suo impiego di esattore. Trascorse gli ultimi anni in condizioni di grande difficoltà economica, oppresso dai debiti e da problemi di ogni genere.
Per la vigorosa libertà di espressione e per la perfetta aderenza del linguaggio al pensiero, Burns è considerato uno dei più significativi poeti scozzesi. Uno dei suoi maggiori meriti fu quello di elevare il dialetto scozzese alla dignità di lingua poetica, utilizzandolo per esprimere una straordinaria varietà di temi e registri. Talvolta i suoi canti hanno un valore schiettamente popolare e folklorico, ispirandosi alle antiche ballate tradizionali; più spesso, però, Burns si distacca dagli schemi prestabiliti per cantare liberamente la bellezza della natura, gli effetti del vino e dell’amore, le proprie aspirazioni sociali e politiche.
Le composizioni che meglio restituiscono lo spirito del poeta sono quelle in cui, attraverso la vivace descrizione di tipi e figure, Burns fa emergere la fiamma del suo caustico umorismo e della sua intensa vitalità: John Anderson, My Jo, A Red, Red Rose, Bonnie Lesley. Tra gli idilli spicca, per originalità, il celebre Tam o’ Shanter; tra le ballate, John Barleycorn e The Jolly Beggars; tra le composizioni satiriche, i vivaci poemetti Death and Dr. Hornbook, The Twa Dogs e The Address to the Unco Guid.
