Beda il Venerabile fu un dottore della Chiesa inglese, nato a Wearmouth, in Northumbria, nel 672 ca., e morto a Jarrow nel 735. Fu soprattutto un erudito, fornito di una cultura che, in un’epoca avvolta dalle nebbie della decadenza barbarica, dovette sorprendere non poco i contemporanei. Ancora vivente, era conosciuto come uno degli uomini più colti del suo tempo. La fama del suo sapere andò oltre la morte, perdurando per tutto il Medioevo fino agli albori del Rinascimento.
In realtà egli condusse gli studi con rigore e metodo di ricerca, per cui i suoi scritti, specie quelli storici, appaiono anche a una moderna critica privi di quegli errori di improvvisazione e approssimazione comuni in gran parte delle cronache del tempo. La sua opera contribuì al formarsi di una scuola inglese che, più tardi, nell’età carolingia, attraverso l’insegnamento di Alcuino di York, influì su tutta la nascente cultura scolastica europea.
Pochi sono gli avvenimenti esteriori della vita di Beda. Ordinato sacerdote a trent’anni, visse quasi sempre nel monastero di Jarrow, dedito agli studi, all’insegnamento e alla pratica religiosa. Fu detto “il Venerabile” — titolo che solitamente spettava agli abati — secondo una tradizione poi consolidata nel Medioevo.
Le opere
Beda ebbe conoscenza diretta di autori latini, greci e, almeno nella versione latina, di un buon numero di testi ebraici. Nello scrivere si propose essenzialmente scopi educativi o morali. Di gran lunga le più importanti, anche dal punto di vista letterario, sono le opere storiche.
Un suo primo scritto del genere è una storia dei monasteri di Wearmouth e di Jarrow, fondati dal vescovo Benedetto Biscop nel 674. Tra il 705 e il 721 Beda compose in esametri una Vita Cuthberti, biografia del vescovo di Lindisfarne, che rifece poi in prosa, ampliandola. Seguono una Vita sancti Felicis; il Liber vitae et passionis Sancti Anastasii, perduto; il Liber de locis sanctis; il Martyrologium, cronologia dei martiri cristiani e uno dei primi esempi storici di scritto martirologico; e l’Historia ecclesiastica gentis Anglorum, ampia narrazione della conversione delle isole britanniche.
Tale lavoro ha notevole importanza storiografica sia per l’ampiezza della materia trattata, che, partendo da temi religiosi, finisce per abbracciare la vita sociale e politica di tutte le genti inglesi nello spazio di 135 anni, sia per l’uso esatto e ordinato di fonti e notizie. Parecchie di queste, dimostrando un’intuizione del tutto moderna, Beda le otteneva tramite informazioni personali, senza lasciarsi impressionare dall’autorità di precedenti tradizioni.
L’Historia fu dedicata nel 731 al re di Northumbria Ceolwulf. Beda stesso ne avrebbe compilato versioni in anglosassone, andate perdute. Una traduzione fu fatta da Alfredo il Grande (849-901).
Le altre opere di Beda sono o didascaliche — De orthographia, De metrica arte, De natura rerum — o esegetiche: omelie, circa cinquanta, un libro di preghiere e commenti alla Sacra Scrittura. A parte va considerato il De temporum ratione, del 725, trattato di cronologia tenuto in gran conto nel Medioevo, che contribuì a diffondere l’uso del calcolo delle date dall’anno di nascita di Cristo.
Numerosi sono gli scritti di Beda perduti o rimaneggiati. Beda fu dichiarato dottore della Chiesa da Leone XIII nel 1879. La sua festa come santo cade il 27 maggio.
