Béla Bartók (Nagyszentmiklós, Transilvania sud-occidentale, 1881 – New York, 1945) fu un compositore e pianista ungherese. Studiò i primi elementi di musica con la madre, maestra rimasta vedova quando egli aveva appena otto anni, con la quale si spostò in varie città fino al 1894, anno in cui si stabilirono a Pozsony, l’attuale Bratislava, dove Bartók studiò con Erkel. A dieci anni si esibì in pubblico suonando una propria composizione intitolata Il corso del Danubio, impressione musicale dei luoghi attraversati dal fiume.
Nel 1899 entrò all’Accademia di Musica di Budapest, dove ebbe Thoman come professore di pianoforte e Koessler per la composizione. Due anni dopo vinse la borsa di studio Liszt e si rivelò un grande concertista. Tuttavia, quando nel 1905 concorse a Parigi per il Premio Rubinstein, fu battuto nell’esecuzione da Wilhelm Backhaus e nella composizione dall’italiano Brugnoli.
I primi lavori di Bartók — la Rapsodia op. 1 per pianoforte e orchestra, le due Suite per orchestra op. 3 (1905) e op. 4 (1905-1907) — rivelano, di volta in volta, l’influenza di Liszt, Brahms, Wagner e Richard Strauss. Intorno al 1905 cominciò a comprendere che quella che era stata chiamata musica nazionale ungherese, e che era servita da modello a compositori come Liszt, era in realtà musica gitana passata attraverso una lunga elaborazione; mentre la vera musica ungherese, quella dei contadini della grande pianura e degli strati più umili della popolazione, rivelava primitivi e autentici valori.
Questa scoperta costituì per lui una svolta fondamentale. Bartók aveva assimilato, nel corso degli anni, le più recenti conquiste d’avanguardia della musica occidentale; la ricerca dell’autentico etnos popolare della sua terra gli offriva ora un contenuto nuovo e decisivo. Nominato professore di pianoforte all’Accademia Nazionale di Budapest nel 1907, finì per trascurare la carriera concertistica, dedicandosi allo studio sistematico del folklore musicale danubiano, con l’aiuto di Zoltán Kodály.
Il suo successo come compositore fu tuttavia ritardato dalla “durezza” dei lavori più maturi. Nel 1917 venne rappresentato all’Opera di Budapest Il principe di legno, diretto dall’italiano Egisto Tango, che l’anno successivo diresse anche Il castello di Barbablù, uno dei suoi lavori principali. Nel 1919 Bartók compose Il mandarino meraviglioso, una delle sue opere maggiori e uno dei capolavori della musica espressionistica.
Durante gli anni della rivoluzione proletaria, Bartók, come altri intellettuali e artisti ungheresi, aderì al movimento di Béla Kun, formando un Direttorio per il rinnovamento musicale dell’Ungheria. Caduto il governo popolare, ebbe l’incarico di scrivere un lavoro orchestrale per il cinquantesimo anniversario dell’unione di Buda e Pest.
Nel 1927 compì una tournée negli Stati Uniti e due anni dopo fu in Russia. Il suo interesse per l’etnos ungherese si era intanto esteso alla Romania e al mondo arabo. Quando, nel 1934, Bartók si dimise dall’Accademia, l’Accademia Ungherese di Arti e Scienze lo incaricò di curare una raccolta di musica popolare.
Nel 1940 la vita nell’Ungheria oppressa dal nazismo era divenuta insopportabile per un uomo libero: Bartók lasciò la casa, il lavoro, gli amici e, con la moglie, partì per l’esilio negli Stati Uniti, senza mezzi e in cattive condizioni di salute. Morì a New York il 26 settembre 1945.
La produzione musicale di Bartók può essere divisa in quattro periodi: un primo periodo comprendente i lavori iniziali, in parte ripudiati; un secondo, in cui l’influenza dei precedenti compositori nazionali lo avvia verso la musica popolare; un terzo — che comprende il Secondo concerto per pianoforte e la Cantata profana — nel quale la rivolta contro le forme tradizionali diventa mezzo per la scoperta di nuove e rivoluzionarie sonorità; e un quarto periodo, caratterizzato da una splendida chiarificazione dello stile, senza alcun sacrificio dell’individualità. A quest’ultimo appartengono, tra l’altro, il Terzo concerto per pianoforte, la Sonata per due pianoforti e percussione, il Concerto per orchestra, il Sesto quartetto e la Musica per archi, percussione e celesta.
