Amarcord – Quattro amici

Amarcord è una storia d’amicizia, amore, successi ed insuccessi, perdita e possibilità di riscatto. E’ una collezione di emozioni e frammenti di vita di strada non del tutta rose e fiori.
Lorenzo, genovese di nascita, lavora da anni in una stazione radiofonica di Napoli. Ha perso tutti i legami con la sua città natale dal giorno della sua partenza. Fino ad oggi. La sorella Sara gli telefona informandolo che alla loro madre Nadia restano pochi giorni di vita. La diagnosi è drammatica: tumore ai polmoni allo stadio terminale. Lorenzo se l’aspettava da tempo questa chiamata, dopotutto sua madre per trent’anni aveva fumato due pacchetti di sigarette al giorno. Assorbita la notizia, sale sul primo treno disponibile e, durante il tragitto, la sua mente tormentata ripercorre parte dell’adolescenza. Della sua vita precedente. Uno dietro l’altro gli episodi scorrono veloci come fotogrammi di una pellicola. I ricordi partono dal 1995. Ricorda il suo amore viscerale per la musica, era sempre aggiornato sulle hit del momento. Ricorda le quotidianità casalinghe assieme a sua madre e sua sorella. In casa o parlava Nadia o parlava la tv. Spesso la accendevano anche se non c’era nulla da guardare, così solo per abitudine. Non ricorda il padre, come poteva, li aveva abbandonati nell’86 con la scusa di andarsi a comprare delle Camel senza filtro.
Ma soprattutto ricorda i suoi tre amici. Paolo, carismatico pacifista del gruppo. Gianluca, ribelle sempre in mezzo a qualche traffico illecito. Manuel, alcolista cronico. Tutti quanti con problemi familiari alle spalle, forse era quella la radice della loro profonda amicizia.
Ricorda il loro quartier generale, il bar Totò, protagonista di mille pomeriggi alcolici. Ricorda il Gabri, fratello maggiore di Gianluca rinchiuso in carcere. Ricorda Alice, il suo unico e vero amore. L’aveva spiazzato. Con lei si sentiva come un bambino di sei anni davanti al regalo che ha sempre desiderato, finalmente se lo trova davanti pronto a scartarlo, dalla felicità gli brillano gli occhi ma dalla sorpresa inaspettata rimane inerte. Anche coi suoi genitori si sente bene, come protetto, una sensazione di calore mai provata prima.
Ricorda episodi con tutti loro, i divertimenti, le esagerazioni, gli amori, la rabbia, i dubbi, i pensieri che li attanagliavano a quell’età. Con la mente ripercorre tutta la strada che l’ha portato ad abbandonare Genova. Il triste epilogo era stato l’addio di Alice che con la famiglia cambiava città e la prematura scomparsa di Gianluca, proprio quando aveva deciso di cambiare stile di vita. Le paure e i ricordi che sembravano sepolti, sopra quel treno, ritornano in superficie più vivi che mai. Un viaggio sulle rotaie di sette ore bilanciato da uno mentale di quattro anni. Tornato nella sua città, Lorenzo sta vicino alla madre, oramai agli sgoccioli della sua esistenza. Quegli amici, quei maledettissimi amici, nel bene e nel male erano quanto di più importante avesse. Una sola domanda gli passa nella testa: restare o partire nuovamente?

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