Intenzioni

Intenzioni (titolo originale Intentions) è un saggio di Oscar Wilde del 1891.
L’opera fu prima pubblicata con il titolo di “The Decay of Lying”, completato per la prima stesura nel dicembre 1888 e pubblicato nel gennaio 1889 su Nineteenth Century. Invece l’altra parte dell’opera, The Critic as Artist fu inizialmente pubblicato sulla stessa rivista a luglio e settembre del 1890, l’opera finale raccolse queste due e fu pubblicata nel 1891 sotto il nome di Intentions, con l’aggiunta di altri due saggi: “Pen, Pencil, and Poison”, monografia di Thomas Griffiths Wainewright, delicato ed elegante artista nonché avvelenatore professionista, e “The Truth of Masks”

Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde, noto come Oscar Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900), è stato uno scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese dell’età vittoriana, esponente del decadentismo e dell’estetismo britannici.
Autore dalla scrittura apparentemente semplice e spontanea, ma sostanzialmente molto raffinata e incline alla ricerca del bon mot, con uno stile talora sferzante e impertinente egli voleva risvegliare l’attenzione dei suoi lettori e invitarli alla riflessione.
È noto soprattutto per l’uso frequente di aforismi e paradossi, per i quali è tuttora spesso citato.
Nato da famiglia irlandese, con origini locali, inglesi e forse italiane, trasferitosi poi in Inghilterra, l’episodio più notevole della sua vita, di cui si trova ampia traccia nelle cronache del tempo, fu il processo e la condanna a due anni di lavori forzati per «gross public indecency», come era definita l’omosessualità dalla legge penale che codificava le regole, anche morali, riguardanti la sessualità. Wilde, già sposato, perse inoltre la possibilità di vedere i due figli. Dovette abbandonare la Gran Bretagna per l’Europa continentale. Morì in Francia per meningoencefalite, dopo essersi convertito in punto di morte alla religione cattolica, a cui da tempo si sentiva più vicino.
Le sue opere, tra le quali – in particolare – i suoi testi teatrali, sono considerate dai critici dei capolavori del teatro dell’Ottocento.

Traduzione a cura di Raffaello Piccoli.

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