Jane Austen (Steventon, Hampshire, 1775 – Winchester, 1817) è stata una scrittrice inglese. Figlia del pastore del suo piccolo villaggio natale, condusse una vita apparentemente priva di grandi eventi. Non si sposò e visse a lungo in un ambiente provinciale e familiare, pur soggiornando anche a Bath, a Southampton, a Chawton e compiendo brevi visite a Londra. Scrisse quasi nei ritagli di tempo, lontana dal mondo editoriale, senza lasciare che la scrittura alterasse il ritmo delle sue occupazioni domestiche; per parecchi anni la sorella Cassandra fu tra le pochissime persone a leggere i suoi romanzi.

Un critico inglese ha detto che Austen è “uno dei felici autori che non hanno storia”. Eppure la calma vita provinciale, di cui ella ebbe un senso casto, acuto e abitudinario, esercitò sul suo talento effetti fecondi: la tenne lontana dalle tempestose ispirazioni preromantiche e romantiche e la abituò a una tranquilla osservazione del mondo che la circondava, non vastissimo, in verità, ma ricco di sfumature, convenzioni, pregiudizi e luoghi comuni.

In questo esercizio di osservazione di ciò che non è straordinario consiste gran parte dell’arte di Austen. Sembra oggi quasi impossibile pensare che ella sia vissuta durante la Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, e che nelle sue pagine non si ritrovi quasi alcuna eco diretta delle passioni e dei problemi del tempo. Anche l’amore che muove i suoi personaggi non è visto in sé stesso, ma attraverso gli effetti che produce nella fitta rete dei rapporti sociali quotidiani; la passione è presente, ma sempre filtrata dal costume, dalla conversazione, dal giudizio morale e dalle convenzioni della società.

I romanzi di Austen, soprattutto il più celebre, Orgoglio e pregiudizio, ebbero un’enorme notorietà, spiegabile con la straordinaria capacità dell’autrice di far apparire evidenti, vive e vere le persone più comuni. Orgoglio e pregiudizio (Pride and Prejudice) fu scritto nel 1796-1797 con il titolo originario di First Impressions (Prime impressioni), ma venne pubblicato soltanto nel 1813, dopo essere stato inizialmente rifiutato dagli editori. In seguito ottenne grande successo presso pubblici diversi e divenne uno dei romanzi più letti dell’Ottocento inglese.

Nel 1798 Austen aveva già terminato un altro romanzo, Ragione e sentimento (Sense and Sensibility), che fu dato alle stampe solo parecchi anni dopo, nel 1811. Nello stesso periodo scrisse anche Northanger Abbey, il cui manoscritto fu ceduto dall’autrice a un editore londinese per dieci sterline, ma che non giunse alla pubblicazione se non dopo la sua morte.

Dal 1798 al 1809 Austen lavorò poco alla narrativa lunga e lasciò soltanto l’abbozzo di un romanzo intitolato I Watson. Nel 1811 uscì finalmente Ragione e sentimento, seguito due anni dopo da Orgoglio e pregiudizio. Altri due romanzi furono pubblicati mentre l’autrice cominciava già a raggiungere una certa notorietà: Mansfield Park nel 1814 ed Emma nel 1815. Persuasione e Northanger Abbey uscirono postumi nel 1818. Alcuni scritti giovanili, tra i quali Amore e amicizia, composto nel 1790 e già rivelatore di alcuni motivi della successiva narrativa austeniana, furono pubblicati soltanto nel 1922.

Orgoglio e pregiudizio è il romanzo che diede ad Austen la fama più vasta e il maggior numero di lettori, sebbene Mansfield Park ed Emma siano spesso considerati opere di più complessa maturità stilistica. La vicenda di Orgoglio e pregiudizio si presta infatti a una lettura più scorrevole e popolare, grazie alla vivacità dell’intreccio, alla brillantezza dei dialoghi e alla forza dei personaggi principali.

Va inoltre notato che la trama, oggi apparentemente convenzionale — un ricco gentiluomo si innamora di una giovane di provincia, priva di grande fortuna, e finisce per sposarla nonostante i pregiudizi sociali che ostacolano il suo sentimento e l’orgoglio di lei — era, per il suo tempo, pienamente attuale. Essa rispondeva alle aspirazioni, alle ansie matrimoniali e ai desideri di riconoscimento della piccola e media borghesia inglese, che in Austen trovò una delle sue interpreti più acute e durature.

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